La nuova Guida Michelin Italia 2026, scintillante celebrazione dell’eccellenza gastronomica nazionale – presentata ieri a Parma, – è un viaggio che attraversa lo Stivale per raccontare storie di talento, ricerca e visione. In questa edizione, la cucina italiana si arricchisce di nuovi protagonisti, riconosciuti per la loro abilità, creatività e costanza nel trasformare ogni giorno la tavola in un’esperienza d’eccellenza: scopriamoli insieme!

La Rei Natura
Partiamo dal punto più alto del firmamento gastronomico, le ambitissime tre stelle: l’unico ad aggiudicarsele quest’anno è stato La Rei Natura di Michelangelo Mammoliti, all’interno dello splendido Boscareto Resort di Serralunga d’Alba. Un percorso sensoriale immerso tra i vigneti delle Langhe, dove tecnica e memoria si intrecciano. Il firmamento dei tristellati italiani sale così a 15, con conferme eccellenti come Da Vittorio, Casa Perbellini, Osteria Francescana, La Pergola, Enoteca Pinchiorri ed Enrico Bartolini al Mudec, solo per citarne alcuni.
Le due stelle brillano grazie a due nuovi ingressi che interpretano l’alta cucina in modi profondamente diversi. A Oppeano, Famiglia Rana, guidata da Francesco Sodano, propone un racconto gastronomico che nasce dall’orto e si apre al Mediterraneo e alle contaminazioni globali, Sull’Isola di Vulcano, invece, I Tenerumi dello chef Davide Guidara porta al centro della scena una cucina vegetale radicale e poetica.

Cracco Portofino
Il fronte delle nuove 1 stella è il più ricco e dinamico: 22 ristoranti entrano nella selezione, con una forte presenza di giovani talenti. Da Cracco Portofino, dove l’under 30 Mattia Pecis lascia il segno con una cucina personale e luminosa, passando per Senso Lake Garda, Cavallino, Sciabola, La Terrazza di Roma e Alain Ducasse Napoli. Una costellazione che racconta un’Italia gastronomica in continuo movimento, sempre più attenta al territorio e al dialogo tra tradizione e creatività.

Abba
Un piccolo excursus, per la nostra Milano, che conferma il suo ruolo da protagonista gastronomica del Paese aggiungendo due nuove insegne al suo firmamento: Procaccini e Abba, due ristoranti molto diversi tra loro ma uniti dalla capacità di interpretare la contemporaneità in modo personale. Entrambi raccontano una “Milano da mangiare” sfaccettata e matura, capace di far convivere sperimentazione, tradizione rivisitata, sensibilità etica e cura dell’esperienza complessiva, una città che cresce non solo nel numero di insegne premiate, ma nella varietà dei linguaggi culinari che accoglie.

La Bursch
Cresce anche la famiglia delle Stelle Verdi, il riconoscimento che premia i ristoranti virtuosi nella sostenibilità: cinque nuovi ingressi, da La Bursch in Piemonte a Une in Umbria, portano il totale a 72, confermando un’attenzione crescente verso etica, ambiente e filiere responsabili.
Assegnati poi alcuni premi speciali, che celebrano figure chiave della ristorazione italiana: il Young Chef Award va al già citato Mattia Pecis, promessa della cucina d’autore; il Service Award premia l’eleganza e la sensibilità di Giulia Tavolaro del ristorante Maxi; il prestigioso Chef Mentor Award è assegnato a Heinz Beck, maestro della leggerezza e punto di riferimento per generazioni di cuochi; mentre l’Award Sommelier riconosce la professionalità di Ivana Capraro di Castel fine dining.

Castel fine dining
Con 394 ristoranti stellati distribuiti in tutta la penisola, la Guida Michelin 2026 racconta un’Italia che continua a brillare, riscrivendo la propria identità gastronomica con autenticità e creatività.


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