A Milano l’autunno si riconosce prima in tavola che dalla finestra: tornano i brasati e le polente, il risotto giallo riprende posto nei pranzi feriali, e in cucina qualcuno comincia a pensare di riaccendere il forno. È il momento dell’anno in cui una carta di trattoria milanese si mette alla prova, quando le verdure di luglio escono di scena e le ricette di casa chiedono pentole pesanti e tempi lunghi. Per La Sciura Trattoria, aperta all’inizio del 2026, questo è il primo autunno, e a nove mesi dal debutto vale la pena guardare come è cambiato il menu.
L’indirizzo è via Vincenzo Monti 26, tra Cadorna e Sempione, in un tratto residenziale della città che in autunno si gode meglio a piedi, tra una vetrina e l’altra. Dietro c’è Fabrizio Casolo, che allo stesso indirizzo aveva già il Ghe Sem, e la cucina è tutta sui classici milanesi e lombardi. Il nome, del resto, parla dialetto (la sciura, in milanese, è la signora) e dichiara con una parola sola il registro della casa.

Il colore dominante della sala è un verde salvia, alle pareti sono appese fotografie in bianco e nero di Milano e qua e là spunta qualche richiamo agli anni Settanta, quanto basta per far sorridere chi quegli anni li ricorda. Fuori c’è il dehors, da tenere a mente per le giornate di sole che ottobre ogni tanto regala.
Chi è passato da La Sciura a febbraio ricorderà una carta d’inverno con i pizzoccheri valtellinesi, le pere al vino rosso e il soffice di porcini, tre piatti che oggi non compaiono più in menu. Nei mesi successivi la carta si è spostata verso l’estate, e alcune voci di quella stagione si leggono ancora: il risotto di zucchine con pesto di basilico e zucchinette fritte e marinate, il contorno di taccole con olio e limone, le percocche al vino bianco tra i dolci.

Il nucleo milanese, intanto, tiene il punto. Si può cominciare con i mondeghili serviti caldi con salsa tartara o con la degustazione di salumi del Salumificio Gamba 1880 con giardiniera di verdure fatta in casa, per passare al risotto alla milanese con ossobuco in gremolada, dove l’ossobuco di vitello, brasato, arriva dalla Macelleria Gamba 1880. Accanto, la guancetta di manzo brasata al vino rosso con purè di patate e la cotoletta di vitello, servita in questo periodo con patate chips al rosmarino.
Proprio la cotoletta è la spia del cambio di stagione. A fine agosto la trattoria ha fatto sapere su Instagram che il forno non era ancora stato riacceso e che presto sarebbero tornate le patate al rosmarino cotte al forno, con le chips a tenere compagnia alla cotoletta nell’attesa. Tra i dolci della tradizione ci sono la barbajada, con crema di cioccolato al caffè e panna montata, la sbrisolona con salsa al mascarpone e cannella, il tiramisù.

La carta dei vini resta sulle etichette del Nord Italia, con molte bottiglie lombarde: Buttafuoco, Capriano del Colle, Valtellina Superiore, la Sassella Riserva di Ar.Pe.Pe., il Franciacorta di Bosio e il Lugana, una lista che d’autunno, con i rossi di Valtellina sotto mano, sembra scritta apposta per le serate che si accorciano.
Il consiglio è tenere d’occhio i loro canali nelle prossime settimane: quando comparirà la prima teglia di patate al rosmarino, sarà il segnale che in questa trattoria milanese l’autunno è cominciato sul serio.


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