Etsu al Roma Bar Show 2026: il gin giapponese di Hokkaido si prende il bancone
Dalla Etsu Gin Masters al Golden Yuzu, la giornata romana del gin di Asahikawa racconta quanto il Giappone sia ormai di casa nei cocktail bar italiani

Ci sono ingredienti che per anni restano confinati nel lessico degli addetti ai lavori e poi compaiono, quasi senza preavviso, in ogni drink list: lo yuzu, il tè verde, il sake, che oggi attraversano i banconi italiani con la naturalezza di un classico. Dietro questa geografia nuova c’è il gin giapponese, sempre più presente sugli scaffali dei cocktail bar, su cui i bartender costruiscono ricette, competizioni e intere serate. Al Roma Bar Show 2026 questo racconto ha avuto una giornata tutta sua, firmata Etsu.
Etsu, che in giapponese significa “piacere”, nasce ad Asahikawa, sull’isola di Hokkaido, in una distilleria che lavora con l’acqua delle montagne Taisetsu e con un corredo di botaniche in cui lo yuzu e il tè affiancano ginepro, coriandolo, angelica e liquirizia. Accanto alla versione originale c’è Etsu Pacific Ocean Water, ridotto con acqua dell’Oceano Pacifico filtrata e purificata fino a 45 gradi, un omaggio al mare di Hokkaido dal profilo più minerale. In Italia questo gin giapponese è distribuito da D&C, che attorno al marchio ha costruito il programma della trasferta romana.

Dalle 19 la serata è passata all’Opening Party ufficiale del Roma Bar Show, sponsorizzato da Etsu e D&C, prima riservato a ospiti, professionisti e stampa e poi aperto al pubblico dalle 21. Dietro al bancone della guest night c’era Sentaku, l’izakaya del Quadrilatero di Bologna che fin dall’apertura lavora su cocktail con almeno un ingrediente giapponese ciascuno, rappresentato da Andrea Guarneri e Nicolò Ribuffo: un incontro coerente, visto che la cifra del locale emiliano e quella del gin di Hokkaido parlano la stessa lingua.

Nei due giorni di fiera alla Nuvola, il 14 e il 15 settembre, Etsu è rimasto in primo piano allo stand G03 di D&C, dove tra i drink presentati c’è il Golden Yuzu, costruito direttamente nel tumbler colmo di ghiaccio: Etsu Pacific Ocean Water, La Sea Salt Yuzushu, liquore a base di sake con succo di yuzu e sale marino prodotto dalla Kitajima Brewery nella prefettura di Shiga, pochi millilitri di sciroppo di zucchero e un colmo di Franklin & Sons Yuzu Soda, mescolato dal basso verso l’alto per non perdere le bollicine.
È un bicchiere che tiene insieme due direzioni del bere di questa stagione, l’agrume giapponese uscito dalla cerchia degli specialisti e una gradazione più contenuta che lascia il sorso fresco e leggibile, in linea con un Roma Bar Show che ha messo al centro il low alcohol e il bere misurato. Sulla stessa lunghezza d’onda si muove il programma Etsu Embassies, con cui il gin giapponese coinvolge bartender e locali ispirati al Giappone e porta la propria cultura al bancone attraverso le persone che ci lavorano ogni sera.
Dal pomeriggio al Bar della Musa al tumbler dello stand G03, il gin di Hokkaido ha fatto a Roma quello che gli riesce meglio: arrivare da lontano e sedersi al bancone come se fosse sempre stato lì.





















