Quando le giornate si allungano e la città comincia a guardare verso il mare, le mostre diventano un rifugio diverso: meno corsa, più sosta. Le sale del Palazzo Reale, gli spazi industriali della Fondazione Prada, le stanze raccolte del MUDEC e del Refettorio delle Stelline offrono in questo giugno sei occasioni distinte di osservazione, dalle stelle della pittura italiana dell’Ottocento alle visioni algoritmiche di Cao Fei, dalla neve sospesa di Chiharu Shiota all’Italia attraversata da Andy Warhol. Sei mostre da vedere prima che la stagione cambi pelle.
I MACCHIAIOLI
Palazzo Reale | Piazza del Duomo, 12

A Palazzo Reale, sotto le volte affacciate sul Duomo, va in scena fino al 5 luglio la prima grande retrospettiva milanese dedicata al movimento che ha riscritto la pittura italiana dell’Ottocento: i Macchiaioli. Curata da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca, la mostra raccoglie oltre cento opere dai principali musei italiani e segue l’avventura di Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Giuseppe Abbati e Raffaello Sernesi tra il 1848 e il 1872, anno della morte di Giuseppe Mazzini. La macchiamcome gesto pittorico ma anche come posizione civile, intrecciata al Risorgimento: un percorso compatto che vale la deviazione, in particolare nei pomeriggi caldi quando le sale del piano nobile diventano un rifugio fresco e luminoso.
IL SENSO DELLA NEVE
MUDEC – Museo delle Culture | Via Tortona, 56

Sembra paradossale parlare di neve a giugno, ed è esattamente per questo che la mostra al MUDEC, aperta fino al 28 giugno con ingresso gratuito, funziona con tale efficacia. Curata da Sara Rizzo e Alessandro Oldani, riunisce oltre centocinquanta opere tra etnografia, fotografia, video e installazioni contemporanee, dalla geometria dei cristalli all’immaginario alpino e giapponese, passando per gli effetti dei cambiamenti climatici e dell’overtourism in quota. In dialogo con il percorso, l’installazione site-specific di Chiharu Shiota nell’Agorà — The Moment the Snow Melts — trasforma lo spazio in un paesaggio sospeso di fili verticali tra cui galleggiano frammenti di carta con i nomi di persone che non si possono più incontrare. Una nevicata immobile in cui soffermarsi a misurare la presenza dell’assenza.
CAO FEI · DASH
Fondazione Prada | Largo Isarco, 2

Alla Fondazione Prada, l’artista cinese Cao Fei occupa il Podium fino al 28 settembre con un progetto multimediale che intreccia fotografia, video installazione, realtà virtuale e materiali d’archivio. Al piano terra un ambiente immersivo riproduce un granaio, una postazione per i nuovi agricoltori, un piccolo tempio e una piantagione di banani circondata da pannelli solari e schermi: la cornice è quella dell’agricoltura intelligente osservata da Cao Fei in tre anni di lavoro tra Cina meridionale, nord-ovest e Sud-est asiatico. Al primo piano, documentari e fotografie compongono una narrazione storica che attraversa la ricerca agricola dal 1949 agli anni Ottanta. Una mostra che interroga il valore del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale, senza chiudere il discorso.
HITO STEYERL · THE ISLAND
Osservatorio Fondazione Prada | Galleria Vittorio Emanuele II

Sospeso sopra la Galleria, l’Osservatorio di Fondazione Prada ospita fino al 30 ottobre il progetto site-specific che Hito Steyerl ha costruito attorno all’immagine ricorrente dell’inondazione. Un nuovo film, pensato appositamente per questi spazi, confluisce in una videoinstallazione che si ramifica in oggetti, strutture e interviste video. La narrazione si articola in quattro linee parallele — Lucciole, The Artificial Island, The Birth of Science Fiction, Flash! — e mette in tensione due regimi temporali distinti: il tempo frammentato e accelerato della tecnologia e quello geologico, lento, sottomarino. Una riflessione misurata sulle derive autoritarie dell’intelligenza artificiale, sulla crisi climatica e sulle pressioni politiche sulla scienza.
ANDY WARHOL · PASSAGGIO IN ITALIA 1975-1987
Galleria Crédit Agricole Refettorio delle Stelline | Corso Magenta, 61

Fresca di apertura nelle sale del Refettorio delle Stelline, questa mostra documentaria racconta fino al 20 giugno il decennio italiano di Andy Warhol con oltre cento opere, fotografie e documenti d’archivio. Al centro del percorso, due cicli speculari: il Vesuvius dialogato con Napoli e The Last Supper elaborato a Milano, metafora della natura e introspezione religiosa. Lungo la strada compaiono i materiali legati ai galleristi che hanno accompagnato Warhol in Italia — Alexander Iolas, Lucio Amelio, Luciano Anselmino — e un’ampia sezione dedicata alle copertine di LP realizzate tra anni Cinquanta e Ottanta, accanto ai ritratti queer della serie Ladies and Gentlemen. L’ingresso è gratuito, aperta venerdì e sabato dalle 12 alle 20: un buon motivo per attraversare corso Magenta nel primo pomeriggio.
WERNER BISCHOF · POINT OF VIEW
Museo Diocesano Carlo Maria Martini | Piazza Sant’Eustorgio, 3

Al Museo Diocesano, nei chiostri di Sant’Eustorgio, è aperta fino al 18 ottobre la retrospettiva che celebra Werner Bischof nel centodecimo anniversario della nascita. Realizzata in collaborazione con Magnum Photos e il Werner Bischof Estate e curata da Marco Bischof, Andréa Holzherr e Tania Kuhn, raccoglie duecento fotografie originali, materiali d’archivio e un documentario, suddivisi in quattro sezioni che seguono i viaggi del fotografo svizzero in Europa, Asia e Americhe. Lo sguardo umanista del primo fotografo ammesso in Magnum dopo i quattro fondatori, nel 1949, restituito attraverso stampe vintage che hanno il passo asciutto e netto di chi ha visto da vicino la ricostruzione del dopoguerra, le carestie indiane, il Perù rurale dove Bischof è scomparso il 16 maggio 1954, in un incidente automobilistico nelle Ande.


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