Nel vivace quartiere di Porta Romana, Razdora è la piccola grande sorpresa che racconta una storia di Emilia e di pasta fresca fatta come una volta. Nato nel marzo 2023 dalla visione di Matteo Monti – piacentino, classe 1979, con esperienze importanti in cucine stellate come Combal Zero e Bagatelle a Oslo – questo locale si definisce un ibrido: bottega, gastronomia, tavola calda e bistrot. Un progetto nato durante il periodo post‑Covid, quando Monti ha deciso di fare un passo laterale rispetto al fine dining per abbracciare la semplicità della cucina “fatta bene”.

Il nome stesso “Razdora“ è il termine dialettale usato in Emilia per indicare la “reggitrice” di casa, colei che prepara la pasta fresca. Qui, la bottega coniuga vendita di pasta d’asporto e piatti cucinati al momento, che variano ogni giorno in base alla produzione. Il locale, piccolo e intimo, conta circa 15‑20 posti: un luogo in cui sei a casa, stretto tra i tavoli, respirando un’energia conviviale ed entusiasta.

Il menù è breve ma calibrato, con piatti che oscillano tra Emilia e influenze toscane. Si apre spesso con la battuta al coltello, carne selezionata da realtà come la Macelleria Cazzamali, segue la pasta fresca: pici all’aglione (more toscani che emiliani, ma convincono), bucatini al pomodoro o cacio e pepe, maccheroncini con broccoli e acciughe, o in crema di porri e olive. Tra i must, gli anolini: recitano sul menù con l’ironico slogan “Make Anolino Great Again” – e non vediamo l’ora di provarli. Completano l’esperienza polpette in salsa rubra, tomini, salumi piacenti e una sbrisolona perfetta per il gran finale.

E in questa cornice, Razdora è un indirizzo dove mangiare bene, un manifesto di autenticità, un ritorno alla manualità e alla convivialità che Milano accoglie con entusiasmo. In un’epoca di format globali e proposte omologate, Matteo Monti ha scelto la via più sincera: pasta fresca, piatti che parlano di territorio e una sala che sembra il salotto di casa.


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