Avete mai assaggiato uno champagne Jacques Selosse? Se è successo ve lo ricordate sicuramente, perché i vini di questa Maison spostano i parametri abituali, solitamente collocati sui sentori riconoscibili e quasi rassicuranti, costituendo un unicum nel mondo delle bollicine. Per questo, in occasione dello Champagne Day, che si celebra il 25 ottobre, vogliamo raccontarvi l’incredibile storia della Maison Jacques Selosse, un viaggio affascinante nel cuore della Champagne, dove la tradizione incontra l’innovazione più audace.

Un approccio pionieristico
Anselme Selosse nel 1980 ha preso in mano le redini dell’azienda di famiglia, trasformandola in un’icona di stile e raffinatezza e dando vita a una rivoluzione silenziosa che ha riscritto le regole della produzione di champagne. Influenzato dai suoi studi in Borgogna, Anselme ha da subito attribuito grande importanza al terroir, adottando metodi che esaltano le caratteristiche naturali delle sue parcelle di vigneti situate in zone di alta qualità come Cramant, Avize e Oger. Con un’attenzione maniacale ai dettagli, ha ridotto drasticamente le rese per ottenere un prodotto purissimo, diventando un pioniere dell’agricoltura biologica quando questo concetto era ancora inedito nella regione ed elevando l’esperienza dello champagne a un livello di autenticità senza precedenti.

Innovazioni enologiche e fermentazione naturale
Anselme ha poi ben presto abbandonato i lieviti industriali, affidandosi a quelli naturali, e introdotto l’uso di botti di rovere per la fermentazione, creando champagne complessi e raffinati. Ma il vero colpo di genio arriva con l’adozione del metodo Solera, mutuato dal mondo dello sherry, che elimina l’importanza delle annate e dona al vino una profondità senza tempo. Il risultato? Champagne iconici come “Substance”, un mix di annate diverse che incanta il palato con la sua eleganza stratificata, un’opera d’arte liquida, prodotta in quantità limitate, che fa sognare gli intenditori di tutto il mondo.

La filosofia di “non interferire”
Anselme segue inoltre i precetti del filosofo e agricoltore giapponese Masanobu Fukuoka, che promuove un intervento minimo o quasi nullo dell’uomo sulla natura. Questo principio lo porta a superare persino la biodinamica, che aveva adottato in un primo momento, preferendo un approccio che si adatta alle condizioni uniche di ogni anno, permettendo alla natura di essere la vera protagonista.
Le cuvée iconiche di Jacques Selosse
Tra gli champagne più celebrati della maison, oltre al già citato “Substance” che si distingue un po’ come il capolavoro di Anselme Selosse, figurano altre cuvée di alta qualità, tra cui un ricercato Brut Rosé, ricavato da uve di due annate consecutive, Chardonnay da Avize e Pinot Noir da Ambonna, del quale vengono rilasciate solo circa 6.000 bottiglie per annata, e poi “Initial”, “Version Originale” e la collezione Lieux-Dits, sei champagne che esprimono le sfumature del terroir da vigneti singoli, prodotti in quantità estremamente limitate.

Il passaggio di testimone
Nel 2018, dopo quasi 40 anni di più che onorata carriera, Anselme ha ceduto il passo al figlio Guillaume, il quale continua con disinvoltura a portare avanti l’eredità di famiglia. La maison, sotto la sua guida, resta sinonimo di eccellenza, continuando a ridefinire il lusso e l’esclusività nel mondo dello champagne. Con Guillaume Selosse al timone, il futuro dell’azienda è scintillante come le sue bollicine, pronte a incantare nuove generazioni di amanti dello champagne in tutto il mondo. E a voi, non è venuta un’irrefrenabile voglia di stappare una bottiglia di Jacques Selosse? D’altronde le feste natalizie sono vicine…vi basta come scusa?


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