Dal 21 al 26 aprile Milano torna a trasformarsi in un grande palcoscenico diffuso, con la design week 2026 che invade cortili storici, palazzi, giardini, piscine e spazi normalmente chiusi al pubblico. E sono proprio queste vibe a rendere il Fuorisalone uno degli appuntamenti più amati dell’anno: un programma densissimo ma accessibile, da attraversare liberamente secondo curiosità, tempo e resistenza. Il tema di quest’anno, “Essere Progetto”, mette al centro un’idea di design intesa come processo vivo, capace di tenere insieme materia, tecnologia, artigianato e visione. Tra installazioni immersive, mostre corali e scenari spettacolari, abbiamo selezionato le tappe salienti su cui puntare per vivere al meglio questa edizione.
L’Appartamento by Artemest | Palazzo Donizetti
Palazzo Donizetti, Via Gaetano Donizetti 48

Artemest torna a Palazzo Donizetti con una nuova edizione de L’Appartamento, uno degli indirizzi più amati da chi cerca interni scenografici e manifattura italiana di alta gamma. Il progetto 2026 si ispira allo spirito del Grand Tour e affida a cinque studi internazionali la reinterpretazione contemporanea di altrettante capitali culturali italiane, da Roma a Palermo, da Venezia a Napoli fino a Firenze. Arredi, luci e oggetti dialogano con gli ambienti ottocenteschi del palazzo, costruendo un percorso elegante, ricco di dettagli e sempre molto fotogenico.
Garden of the Hesperides per INTERNI MATERIAE | Orto Botanico di Brera
Via Brera 28 / Via Fiori Oscuri 4

All’Orto Botanico di Brera, Annabel Karim Kassar firma una delle installazioni più suggestive del Fuorisalone 2026, rileggendo il mito del giardino delle mele d’oro in chiave architettonica. Un sinuoso portico ligneo attraversa lo spazio verde e guida il visitatore verso un percorso fatto di simboli, figure mitologiche e rimandi classici, tra ninfe Esperidi e presenze nascoste nella vegetazione. Il risultato è un ambiente sospeso, dove natura e progetto si incontrano con misura, all’interno di una delle cornici verdi più affascinanti di Milano.
Serotonin: The Chemistry of Happiness | Pinacoteca di Brera
Accademia di Belle Arti di Brera, Via Brera 28

Nel loggiato della Pinacoteca di Brera, Sara Ricciardi trasforma il concetto di serotonina in un’esperienza immersiva fatta di colore, movimento e percezione. L’installazione, presentata da American Express, accoglie il pubblico in uno spazio dove grandi forme gonfiabili si espandono e si contraggono con ritmo lento, creando una pulsazione visiva che coinvolge lo sguardo e il corpo. Il tema della felicità viene tradotto così in un linguaggio sensoriale immediato, tra leggerezza apparente e costruzione accurata dell’esperienza.
Gucci Memoria | Chiostri di San Simpliciano
Chiostri di San Simpliciano, Piazza San Simpliciano, 7

Tra le tappe che si annunciano già ad alta affluenza c’è Gucci Memoria, mostra ospitata nei Chiostri di San Simpliciano e curata da Demna. Il progetto ripercorre 105 anni di storia della maison fiorentina attraverso un racconto immersivo che tiene insieme identità, trasformazioni e codici visivi sedimentati nel tempo. In uno spazio che durante la Design Week funziona sempre benissimo, Gucci costruisce un dialogo tra passato e presente, lavorando sulla memoria non come archivio statico ma come materia narrativa, da rileggere e riattivare.
Ooooh, that’s EpiQ! | Palazzo Senato
Via Senato 10

Nel cortile di Palazzo Senato, Škoda Auto porta una delle installazioni più giocose di questa Design Week con un progetto sviluppato insieme a Ulises Studio. Il punto di partenza è la nuova Epiq elettrica, ma il racconto si allarga a un ambiente immersivo fatto di volumi morbidi, superfici modellabili e presenze digitali che trasformano lo spazio in un paesaggio colorato e partecipativo. Il contrasto tra l’architettura storica del palazzo e questo universo plastico e pop funziona particolarmente bene, dando forma a una tappa ad alto impatto visivo.
OVER AND OVER AND OVER AND OVER by 6:AM | Piscina Romano
Via Giuseppe Zanoia, 2

Alla Piscina Romano, 6:AM sviluppa un progetto che riflette sul vetro e sull’artigianato partendo dall’idea che la ripetizione non produca mai risultati identici, ma generi sempre variazioni. L’allestimento si inserisce negli spazi esistenti — tra ex spogliatoi e aree aperte — trasformandoli in una sequenza di ambienti dove oggetti e moduli si aggregano fino a diventare struttura e architettura. Il progetto Bar Pieno rappresenta l’estensione più spontanea dell’installazione: un chiosco normalmente utilizzato nella stagione estiva, riattivato appositamente per la design week 2026, insieme a Vicino Wine Club, fondato da Alessandro Perricone e Tereza Budin, aperto dalla mattina alla sera e pensato come punto di incontro informale, tra chef ospiti, musica, in un flow che accompagna il ritmo del Fuorisalone.
Alcova | Ospedale Militare di Baggio e Villa Pestarini
Via Giovanni Labus, 10
Via Mogadiscio, 2/4

Anche nel 2026 Alcova resta uno degli appuntamenti più attesi, fedele alla sua capacità di scegliere luoghi fuori rotta e trasformarli in scenari di ricerca. Le sedi di quest’anno sono due: l’ex Ospedale Militare di Baggio, con i suoi padiglioni vasti e stratificati, e Villa Pestarini, residenza razionalista progettata da Franco Albini e aperta per la prima volta al pubblico. Oltre 120 espositori internazionali si distribuiscono tra architetture molto diverse, dando vita a un’esperienza a doppio passo, più raccolta nella villa e più libera, quasi esplorativa, nel complesso di Baggio.
Nilufar Grand Hotel | Nilufar Depot
Nilufar Gallery, Viale Lancetti, 34

Nilufar Depot torna tra le destinazioni chiave della settimana con Nilufar Grand Hotel, mostra che rilegge il tema dell’ospitalità attraverso il linguaggio del design da collezione. Il percorso è costruito come un hotel immaginario, una sequenza di ambienti-stanza in cui ogni allestimento racconta un modo diverso di abitare, accogliere e mettere in scena gli oggetti. Designer affermati ed emergenti convivono in una narrazione ricca, teatrale e sempre molto riconoscibile, in perfetto stile Nilufar. Per chi ama il design come racconto visivo, resta una tappa quasi obbligata.
INTERNI MATERIAE | Università Statale di Milano
Università Statale, via Festa del Perdono, 7

Negli spazi della Statale, che si conferma tappa irrinunciabile anche della design week 2026, con una vasta scelta di installazioni spettacolari, INTERNI MATERIAE sviluppa una riflessione sulla materia intesa non solo come elemento fisico ma come linguaggio culturale, capace di mettere in relazione innovazione, responsabilità ambientale e immaginazione progettuale. Tra gli interventi da segnare ci sono UN_Material di Piero Lissoni per Sanlorenzo, nel Cortile del ’700, e I suoni della materia di OTTO Studio con Studio Azzurro per il Consorzio Parmigiano Reggiano, nel Cortile d’Onore.
MoscaPartners Variations | Palazzo Litta
Corso Magenta, 24

Palazzo Litta resta una delle cornici più belle della settimana e anche quest’anno ospita MoscaPartners Variations, che per il 2026 si sviluppa attorno al tema Metamorphosis. Il design viene letto come trasformazione continua: della materia, delle tecnologie, delle forme e del rapporto tra esseri umani e ambiente. Ad accogliere il pubblico nel Cortile d’Onore c’è Metamorphosis in Motion, installazione site-specific di Lina Ghotmeh, prima opera personale all’aperto in Italia dell’architetta. Da lì si apre, come di consueto, un percorso corale tra espositori internazionali, sperimentazione e nuove visioni dell’abitare.
Archivio Italia: Insieme by Sabato De Sarno | Piscina Cozzi
Viale Tunisia, 35

Alla Piscina Cozzi, una delle location più suggestive della design week 2026, Archivio Italia porta al centro del racconto non gli oggetti ma le persone che li rendono possibili. Il progetto curatoriale ideato da Sabato De Sarno riunisce dodici eccellenze artigiane italiane e si costruisce attorno a sei grandi famiglie materiche, dal vetro al tessile, dal legno alla pietra. L’attenzione si sposta così sul gesto, sul tempo, sulla conoscenza che passa attraverso il lavoro manuale. A rafforzare l’impianto della mostra ci sono anche l’intervento visivo di JR, con i volti degli artigiani, e la colonna sonora originale firmata da Dumar.
WHEN APRICOTS BLOSSOM | Palazzo Citterio
Via Brera, 12

Image courtesy of ACDF and WHY Architecture
A Palazzo Citterio debutta When Apricots Blossom, prima partecipazione dell’Uzbekistan alla Milano Design Week, promossa dalla Uzbekistan Art and Culture Development Foundation e curata da Kulapat Yantrasast, fondatore dello studio WHY Architecture. La mostra vuol far riflettere sulla tragica situazione del Mar d’Aral e della regione del Karakalpakstan, segnati da una profonda crisi ambientale, attraverso oggetti e installazioni che intrecciano artigianato e ricerca. Amplia il racconto il Garden Pavilion, una suggestiva yurta decostruita che, nel giardino di Palazzo Citterio, ospita talk e workshop a tema, che vanno dalla creazione di stampi per il pane con gli artigiani uzbeki, ai dibattiti che esplorano artigianato, design, cibo ed ecologia.


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