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Lifestyle

L’Esotico nei Cocktail: la Storia del Rum Giamaicano

Sull’isola caraibica si produce uno dei migliori rum al mondo. Da Sir Francis Dickenson a Jack Sparrow, ha incantato milioni di persone. Anche grazie alla tiki culture.

Bere un cocktail significa viaggiare fra gusti e culture lontane. E, in questi mesi di stressante lavoro e quotidiana routine, c’è un posto migliore nel quale evadere (al momento solo col pensiero) dell’esotica e assolata Giamaica? Spiagge cristalline, tramonti mozzafiato, musica reggae, ma soprattutto canne da zucchero alte tre metri con cui fare uno dei rum più buoni al mondo. Sì, perché il distillato, insieme a Bob Marley e a Usain Bolt, fa parte della Santissima Trinità locale, di quei simboli che hanno reso grande l’isola nel mondo. E poi volete mettere il fascino di sentirsi – bottiglia in mano – uno dei Pirati dei Caraibi di Jack Sparrow? Ma andiamo con ordine. Nella storia del rum, la Giamaica ha un ruolo privilegiato perché, in quella che è forse la categoria di alcolico meno disciplinata al mondo, si dotò di un preciso regolamento. Il merito è del retaggio inglese che, dopo la colonizzazione, portò nel Paese il disciplinare dello scotch, il distillato per eccellenza di Sua Maestà. Ed è così che tuttora, quando leggete un numero su una bottiglia di rum giamaicano, potete essere certi che si tratti del numero minimo di anni di invecchiamento del blend, non così restrittivi per quanto riguarda gli altri stili di rum.

L Esotico nei Cocktail la Storia del Rum Giamaicano

In questo variegato mondo, esistono poi due grandi famiglie: i rum tradizionali (o “industriali”, termine da non percepire in senso negativo) e i rum agricoli. Il punto di partenza è sempre lo stesso, la canna da zucchero, ma mentre i primi iniziano dalla melassa, gli agricole vengono ricavati dalla fermentazione del succo, detto anche “miel virgen” (succo vergine). Quest’ultima lavorazione è originaria delle Antille francesi, dove i colonizzatori importano il disciplinare del Cognac e, soprattutto, della Martinica, Paese in cui il prodotto – per fregiarsi della denominazione di “Rhum agricole” – viene sottoposto a severe regole e controlli, come sottolineano il Trois Rivières e il Maison La Mauny, due marchi provenienti dall’Isola caraibica che ben testimoniano la propria qualità a partire dall’etichetta.

L Esotico nei Cocktail la Storia del Rum Giamaicano

Tornando alla Giamaica, nel cuore della nazione si trova una zona perfetta per produrre il meglio dal rum. È qui, nella Nassau Valley della Cockpit country che la distilleria Appleton Estate ha trovato il paradiso in cui collocare tutta la produzione interna. La storia della piantagione ha inizio nel 1655, quando questa fu regalata al governatore inglese Sir Francis Dickenson (ai tempi lo zucchero era un segno distintivo di estrema ricchezza), e continua nel 1749, l’anno di fondazione di Appleton Estate. In onore della tradizione giamaicana, il suo rum nasce dalla melassa estratta direttamente in distilleria, allo scopo di ottenerne una di altissima qualità ancora ricca di zucchero, per dar vita agli aromi intensi del distillato finale. La diluizione avviene con le acque sorgive delle locali montagne, ricche di minerali, anche se questo non è l’unico segreto della Nassau Valley. A fare la differenza, infatti, è il microclima: in questa zona, con la protezione di alture e colline che formano un “imbuto”, piove (quasi) ogni giorno. Si passa poi all’invecchiamento, all’interno di botti che hanno precedentemente invecchiato bourbon, in una cantina scavata all’interno di una montagna che è la più lunga di tutti i Caraibi. Il momento più magico resta, però, quello del blending in cui Joy Spence, la prima master distiller donna al mondo, miscela i liquidi per ottenere il prodotto migliore, sempre uguale nel tempo.

L Esotico nei Cocktail

Legato a doppio filo alla storia del rum è lo sviluppo della tiki culture. Negli Stati Uniti del post-proibizionismo, anni in cui il consumo di alcolici schizzò alle stelle, si diffuse il fascino dell’esotico, non solo nella scelta delle materie prime, ma anche nello stile dei locali, arredati in salsa jungle, e dei cocktail, variopinti e stravaganti. Il drink simbolo di quest’epoca divenne presto il Mai Tai, a base di curaçao, sciroppo d’orzata, succo di lime e rum giamaicano, il distillato che, con i suoi toni caldi e con la provenienza caraibica, meglio si prestò a rappresentare l’esotico.  L’invenzione se la contesero il Don the Beachcomber e il “rivale” Trader Vic’s restaurant di Oakland, in California. È a quest’ultimo, probabilmente, che dobbiamo la paternità del Mai Tai. Nato come un super Daiquiri, secondo la leggenda venne fatto assaggiare per la prima volta a una coppia di tahitiani che esclamarono: «Mai tai roa ae! (Che meraviglia!)» e da lì prese il nome. Perfetto per un primo approccio al rum è il Jamaican Mule, in cui il distillato viene miscelato con succo di lime e ginger beer. «Rispetto ad altri prodotti, come ad esempio il whisky, col rum l’approccio mentale è più semplice perché è diffusa l’idea che abbia un gusto dolce», spiega Aldo Bruno Russo, Brand Ambassador del Gruppo Campari.

L Esotico nei Cocktail la Storia del Rum Giamaicano

È forse per questo che l’alcolico giamaicano è diventato sempre più oggetto di rivisitazioni in ricette che, normalmente, prevederebbero lo scotch o il bourbon: nascono così il Rum Manhattan o il Rum Old Fashioned, inserito nella lista dei cocktail più venduti al mondo dal sito Drinks International. L’accoppiamento più classico resta, però, quello col cioccolato. «Un errore ricorrente è sceglierlo al latte, alle nocciole o bianco: prodotti così grassi coprono il gusto del rum – continua Russo -. Meglio virare su un cioccolato amaro, con il cacao almeno al 75%». Negli ultimi anni, la tendenza è quella di valorizzare il rum «come prodotto con una grande dignità. Le persone iniziano a capire che non si tratta di un alcolico da bere in un unico sorso, ma che per degustarlo servono tempo e pazienza” – sottolinea il Brand Ambassador. Oggi, per cogliere l’autentico sapore del Rum, si preferisce il trend della degustazione di prodotti di qualità. E Appleton è il simbolo di questo nuovo corso.