A ravvivare la zona Naviglio Pavese a Sud della circonvallazione concorre Distreat, ristorante ma anche galleria d’arte, giardino e spazio condiviso che spesso ospita eventi, concerti, e altri appuntamenti culturali in collaborazione con la contigua agenzia di comunicazione Altavia. Rispecchia a pieno la personalità e la visione dei suoi founders, giovani ma con alle spalle esperienze in significative realtà ristorative milanesi, che hanno voluto creare un locale aperto e accogliente, anche oltre gli orari del pranzo e della cena. Un luogo poliedrico e piacevole da vivere, dalla colazione (quando si trovano torte fatte in casa, brioche e biscotti, caffetteria, tè e infusi), fino all’1 di notte, passando per il momento dell’aperitivo. Il nome stesso, un gioco di parole tra “district” e “treat”, suggerisce l’idea di una pausa culinaria in uno spazio urbano e cosmopolita e una precisa volontà di partecipare alla trasformazione responsabile e partecipata del quartiere.

L’ambiente è composto da diversi spazi: il grande cortile con il bar e due sale disposte su due piani, arredate in stile industrial e caratterizzati da tonalità neutre, materiali naturali e da un’illuminazione ben studiata. Ne risulta un’atmosfera accogliente e rilassante, in equilibrio tra modernità e calore, ideale per godersi un pranzo o una cena in tranquillità.

La proposta gastronomica di Distreat è una celebrazione della cucina dello Stivale, con un’attenzione particolare alle materie prime di qualità provenienti da piccoli produttori locali e alla stagionalità. Se a pranzo c’è un menù business che cambia quotidianamente, con proposte semplici e fresche, quando cala la sera la filosofia del locale si esprime al meglio, con piatti e abbinamenti che raccontano i sapori, i profumi e i colori della “cucina all’italiana”, secondo Distreat. Tra le proposte più apprezzate, ci sono quelli che vengono giustamente chiamati “Gli irriducibili”, ovvero quattro portate sempre presenti, che fanno parte del menù del ristorante sin dall’inizio: Tartare di fassona piemontese, maionese alla soia e crescione d’acqua, Baccalà mantecato e polenta fritta, Risotto alla milanese e Manzo tonnato.

Il tutto annaffiato da una selezione enologica che conta oltre 200 etichette, tra cui figurano tanti vini biologici e biodinamici, protagonisti di una carta che mira a valorizzare le piccole realtà produttive del nostro Paese, con etichette che spaziano dalle grandi cantine alle produzioni artigianali.


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