Milano è una città di appartenenze, e i suoi circoli sportivi sono il luogo in cui questo codice si fa più riconoscibile. Si entra per presentazione di un socio, per voto, per una quota d’ingresso che non compare in nessun listino: il tempo libero, qui, diventa un mestiere e una forma di lealtà condivisa. Dietro i cancelli si trovano sale d’armi ottocentesche, club house disegnate dai maestri del Novecento milanese, campi in terra rossa che hanno ospitato i primi Internazionali d’Italia, scuderie passate di mano tra famiglie nobili. Sono spazi nei quali la competizione resta una componente tra molte, accanto al rito sociale, alla cura degli interni, al pranzo in club house. Abbiamo selezionato i dieci circoli che meglio raccontano questa Milano: dieci coordinate per leggere lo sport come linguaggio di appartenenza.
ASPRIA HARBOUR CLUB
Via Cascina Bellaria, 19

A San Siro, sette ettari di parco proteggono uno dei club multisport più completi della città. Aperto nel 1993 ed entrato nella Aspria Collection nel 2009, ha la fisionomia di un country club europeo trapiantato dentro Milano: diciotto campi da tennis su quattro superfici diversi, quattordici dei quali coperti d’inverno, quattro campi da padel, una piscina olimpionica scoperta riscaldata e una coperta da venticinque metri. La spa alterna sauna finlandese, bagni di vapore aromatizzati, ice room con fontana ghiacciata e cabine trattamenti che si aprono sul verde. La Tennis Academy riconosciuta dalla FIT, con la scuola di perfezionamento guidata da Francesca Schiavone, fa da cifra sportiva. Il ristorante con terrazze panoramiche sulle piscine è l’altro fuoco del club: il luogo in cui l’appartenenza si manifesta a tavola, oltre che in campo.
TENNIS CLUB MILANO ALBERTO BONACOSSA
Via Giuseppe Arimondi, 15

Fondato nel 1893 come Lawn Tennis Club, dal 1923 ha sede in via Arimondi, in zona Sempione, in una club house disegnata da Giovanni Muzio per il conte Alberto Bonacossa: inaugurata nel 1923 su progetto di Giovanni Muzio, riferimenti neo-palladiani, un’architettura ancora oggi tutelata. I sedici campi, in prevalenza in terra rossa, hanno ospitato le prime cinque edizioni degli Internazionali d’Italia e venti incontri di Coppa Davis per la nazionale tra il 1928 e il 1960. Dal 1959 il club organizza il Trofeo Bonfiglio, l’Internazionale Juniores che ha visto vincere Lendl e Alcaraz il singolare, Djokovic il doppio nel 2003. L’ammissione passa per statuto e regolamento sociale, con distinzione tra soci effettivi e frequentatori: una soglia che il tennis italiano riconosce ancora come una delle più alte del Paese.
GOLF CLUB MILANO
Viale Mulini San Giorgio, 7, Parco di Monza, Monza (MB)

Per i milanesi del golf, il riferimento è dentro il Parco Reale di Monza. Il club nasce l’8 maggio 1928 per iniziativa del senatore Giuseppe Bevione con il sostegno dei Durini, dei Visconti di Modrone e dei Borromeo: nove buche disegnate da James Peter Gannon, ampliate a diciotto nel 1933 e a ventisette nel 1958 su progetto di Giulio Cavalsani. I tre percorsi Rosso, Giallo e Blu si snodano nei boschi del parco, uno dei maggiori complessi storici cinti da mura in Europa. La club house, firmata Vietti e Buzzi nel 1958, è considerata fra le più belle del continente, con pannellature lignee, terrazza panoramica e una cucina di tradizione lombarda. Ha ospitato otto edizioni dell’Open d’Italia, da Molinari a Hatton: nel 2028, per il centenario, lo ospiterà di nuovo. L’ingresso richiede presentazione e lista d’attesa.
CASTELLO TOLCINASCO GOLF CLUB
Località Tolcinasco, Pieve Emanuele (MI)

Alle porte di Milano, un castello cinquecentesco della famiglia D’Adda, tra i migliori esempi di cascina fortificata del basso milanese, è il perno di un resort costruito intorno alla sua corte storica. Il golf, inaugurato nel 1993 sotto la supervisione di Arnold Palmer, conta ventisette buche da campionato firmate dallo stesso architetto americano più nove executive, distribuite su circa centoquaranta ettari. Tra il 2004 e il 2008 ha ospitato cinque edizioni consecutive dell’Open d’Italia. La club house si articola tra ristorante MAIO, con cucina d’autore affacciata sul green e sulla piscina, spa e centro benessere, palestra, campo pratica e pro shop. È un indirizzo che la finanza milanese ha adottato presto: golf, lavoro e tempo libero passano per la stessa corte.
CENTRO IPPICO LOMBARDO
Via Fetonte, 21

Le scuderie di via Fetonte, contigue all’Ippodromo di San Siro, ospitano cavalli e cavalieri dal 1930, dapprima come Scuola Sansonetto e poi, dal 1952, con il nome attuale. Gli impianti rinnovati nel 1972 si organizzano attorno a un doppio maneggio coperto affiancato e al grande Campo Castelbarco, concesso in comodato dalla famiglia Ceschina: salto ostacoli, dressage, completo, scuola pony, ippoterapia. Circa cento cavalli in scuderia, oltre trecento tesserati, una tradizione che si intreccia con i nomi dell’imprenditoria milanese che hanno guidato il club nel tempo. Qui sono cresciuti olimpionici come Mario Turner e Susanna Bordone, e qui ogni anno tornano i Trofei Invernali, ideati nel 1972 prima ancora della Coppa del Mondo FEI. Scuola Federale di Eccellenza FISE dal 2003, Ambrogino d’Oro nel 2020.
CANOTTIERI MILANO
Alzaia Naviglio Grande, 160

Milano Sull’Alzaia del Naviglio Grande, nel tratto che da San Cristoforo conduce verso la città, la Società Canottieri Milano custodisce dal 1929 una delle sedi sportive più riconoscibili della città, affacciata sull’acqua. È la più antica società polisportiva d’Italia: nasce il 15 ottobre 1890 da una scissione interna alla Forza e Coraggio, capeggiata da Guido Alessandro Bonnet, e mette in pista il canottaggio prima ancora che esistano Milan e Inter. Sui circa 24.000 metri quadri affacciati sul Naviglio convivono la piscina olimpica da cinquanta metri inaugurata nell’estate del 1958, con il suo castello per i tuffi, sei campi da tennis in terra rossa, una palestra dedicata al canottaggio con vasca voga e il campo di bocce alla meneghina. Da segnalare anche un ottimo ristorante e cocktail bar.
AERO CLUB MILANO
Aeroporto di Bresso, Via Gramsci 1, Bresso (MI)

Per chi vuole imparare a volare a Milano, l’indirizzo è Bresso. Fondato il 13 settembre 1926 da un gruppo di soci dell’Automobile Club di Milano, prima con sede a Taliedo, poi a Linate, dal 1960 stabile sulla pista del campo brughierino, l’Aero Club Milano è tra i più longevi club aviatori italiani. La scuola di volo prepara alla licenza di pilota privato e a quella di linea, con corsi PPL e CPL e una flotta che alterna Tecnam P2008 e Cessna 172 da addestramento, il bimotore Piper PA30 Twin Comanche e un Piper J3C-65 storico, datato 1947. Oltre quattrocentottanta soci attivi una tradizione di volo acrobatico ripresa dal 2017, la Festa dell’Aria con migliaia di visitatori. La barriera d’ingresso, qui, è tecnica oltre che economica: si entra superando un brevetto.
YACHT CLUB MILANO
Piazzale Antonio Baiamonti, 4

Una città senza mare si costruisce un proprio salotto nautico. Lo Yacht Club Milano, attivo dal settembre 2006 in Piazzale Baiamonti, in zona Porta Volta, è da quasi vent’anni il punto di ritrovo cittadino di armatori e imprenditori meneghini: un approdo a poche fermate dal Duomo, con una rete di team che gareggiano sui circuiti di regata internazionali e collaborazioni con la Lega Navale Italiana per i corsi di patente nautica e per il Collegio della Vela a Santa Margherita Ligure. L’esclusività, qui, non passa per i campi né per le sale d’armi, ma per il possesso di un’imbarcazione e per la geografia che ne consegue: la barca a Portofino o sul Tigullio, il club a Milano, le regate altrove. Un’appartenenza che si misura in miglia nautiche, non in metri quadri.


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