Ottobre è il mese in cui Milano torna a frequentare i musei con costanza: le giornate si accorciano, le sere invitano al chiuso e le grandi istituzioni della città inaugurano i progetti che accompagneranno l’inverno. Tra i luoghi che ospitano le mostre da non perdere a Milano, Via Tortona ne concentra tre, Palazzo Reale apre la Sala delle Cariatidi alle parole dei giovani, il PAC riapre i battenti il 10 ottobre e la Galleria Vittorio Emanuele II custodisce ancora per qualche settimana il lavoro di Hito Steyerl. Ecco le mostre da non perdere a ottobre a Milano, tra grandi nomi del Novecento e ricerche che parlano del presente.
MATISSE. IL MONDO IN UNA STANZA
MUDEC Museo delle Culture | Via Tortona, 56

Nel distretto di via Tortona, dall’8 ottobre al 21 febbraio 2027, il MUDEC dedica a Henri Matisse una grande monografica che rilegge il suo linguaggio attraverso le culture incontrate tra studi e viaggi: l’arte africana e quella islamica, le icone russe, il Pacifico, la Cina. Curata da Ellen McBreen e Chiara Gatti in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza, la mostra riunisce circa cento opere tra dipinti, lavori su carta e sculture, arrivate da istituzioni come il MoMA, il Musée d’Orsay, l’Orangerie e il Philadelphia Museum of Art, accanto a oggetti e tessuti che hanno nutrito il suo lavoro. Il capitolo sui progetti decorativi porta a Milano il dittico Océanie e le tavole di Jazz, e le fotografie scattate da Matisse in Marocco completano il ritratto di un atelier capace di contenere il mondo intero.
YOUTH AND FUTURE
Palazzo Reale | Piazza del Duomo, 12

Nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, dal 17 ottobre al 1° novembre, prende forma Youth and Future, il progetto ideato dal cantautore Giovanni Caccamo che dal 2021 raccoglie le risposte di migliaia di ragazze e ragazzi a due domande dirette: cosa cambieresti della società in cui vivi, e qual è la tua parola di cambiamento. Da quei testi, scritti in università, istituti di detenzione e centri d’accoglienza, sono nate le opere firmate tra gli altri da Maurizio Cattelan, Michelangelo Pistoletto, Anish Kapoor, Antony Gormley e Kiki Smith, affiancate da un arazzo di Mimmo Paladino composto con alcune delle bandiere del Gran Pavese issato sul veliero di The Ark of Change. L’ingresso è libero e, con poco più di due settimane di apertura, conviene non rimandare.
ATTRAVERSO I MIEI OCCHI: FRIDA KAHLO E LA COSTRUZIONE DEL MITO
MyOwnGallery, Superstudio Più | Via Tortona, 27

A pochi passi dal MUDEC, negli spazi di MyOwnGallery a Superstudio Più, dall’8 ottobre all’11 gennaio 2027 la curatrice Vittoria Mainoldi racconta Frida Kahlo attraverso lo sguardo di chi l’ha fotografata. Il percorso mette in fila gli scatti di Edward Weston, Nickolas Muray, Imogen Cunningham, Gisèle Freund, Lola Álvarez Bravo e Fritz Henle, e si chiede quanto quell’immagine, oggi riprodotta ovunque, sia stata costruita dall’artista stessa, figlia di un fotografo di professione, Guillermo Kahlo, che la ritraeva fin da bambina. Una sezione di materiale documentario completa il quadro, e il risultato è un ritratto a più mani in cui la pittrice messicana sceglie ogni volta come mostrarsi, anticipando di molti decenni il tema dell’autorappresentazione.
CHARMAINE POH. MAKE A TRAVEL DEEP OF YOUR INSIDE, AND DON’T FORGET ME TO TAKE
MUDEC Museo delle Culture | Via Tortona, 56

Sempre al MUDEC, fino al 1° novembre e a ingresso libero, c’è la prima personale in Italia di Charmaine Poh, artista nata a Singapore nel 1990 e nominata da Deutsche Bank Artist of the Year 2025. Curata da Britta Färber e arrivata a Milano dopo la tappa di Berlino, la mostra intreccia video, fotografia e installazione attorno a identità digitale, corpo e cura. Il cuore del percorso è The Moon is Wet, installazione video a tre canali del 2025 che accosta il mito della dea del mare Mazu alle storie delle lavoratrici domestiche migranti a Singapore, mentre Good Morning Young Body usa il deepfake per rileggere gli anni in cui l’artista, giovanissima, recitava in televisione. Un titolo dalla grammatica imperfetta introduce un percorso che si muove tra lingue, culture e memorie.
HITO STEYERL. THE ISLAND
Osservatorio Fondazione Prada | Galleria Vittorio Emanuele II

Tra le mostre da non perdere a Milano, le ultime settimane, fino al 30 ottobre, per The Island, il progetto site specific che Fondazione Prada ospita all’Osservatorio in Galleria Vittorio Emanuele II. Hito Steyerl parte da un aneddoto del critico Darko Suvin, che durante un bombardamento su Zagabria nel 1941 si rifugiò con la mente nel serial di fantascienza Flash Gordon’s Trip to Mars, e da lì costruisce un film inedito, oggetti, strutture e videointerviste tenuti insieme dal motivo ricorrente dell’inondazione. Quattro racconti intrecciati saltano dal Neolitico alla Seconda guerra mondiale, dai microrganismi alle galassie, per parlare di crisi climatica, pressioni politiche sulla scienza e derive autoritarie alimentate dall’intelligenza artificiale, in un percorso stratificato che chiede tempo e attenzione, e li ripaga.
LA FEMME QUI MARCHE
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea | Via Palestro, 14

Il PAC riapre il 10 ottobre e, fino al 25, dedica la Project Room a La femme qui marche, progetto nato dall’incontro tra la pratica artistica di Francesco Clerici e la ricerca di Khaoula Matri, presentato in occasione della Giornata del Contemporaneo. Al centro ci sono i percorsi migratori delle donne subsahariane nel Nord Africa e il peso delle politiche europee e internazionali sulle loro vite: per proteggerle, i volti delle protagoniste non compaiono mai, e a raccontare sono le voci. Ne nasce un’opera che ruota attorno all’immobilità forzata di chi resta sospeso tra partenza e arrivo, con ingresso gratuito in via Palestro, a chiudere un ottobre in cui le mostre a Milano parlano soprattutto di viaggi, di sguardi e di identità.


Chihuahua Tacos e Grillo: una Rubia Gallega Diventa Taco
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