Claudio Sadler, una delle figure di riferimento nel panorama gastronomico milanese e italiano, fin dall’apertura del suo primo ristorante in città negli anni ’80, si è distinto per la sua capacità di unire ricerca tecnica e sensibilità artistica, concependo ogni piatto come un’opera d’arte, sia livello di gusto sia di estetica. Il suo obiettivo è da sempre quello di preservare l’anima della cucina classica italiana, reinterpretandola con tecniche moderne ed elevandola a nuove vette, riconosciute dalla Stella Michelin.

Sadler da poco più di un anno ha trasferito il suo ristorante all’interno dell’hotel 5 stelle Casa Baglioni: dopo circa 16 anni sul Naviglio Pavese, la sua “cucina moderna in evoluzione” ha trovato casa in questo palazzo liberty non lontano da Brera. Del resto, la sua ricerca gastronomica e il suo spirito in costante movimento, si sposano perfettamente con la dinamicità e il carattere cosmopolita dell’hotel. Questa nuova avventura è quindi per lo chef un’occasione per raccontare, anche ai tanti ospiti stranieri, la meravigliosa varietà culinaria del nostro Paese, con una spinta innovativa e un’attenzione particolare alla qualità della materia prima.

Qui Sadler propone una formula flessibile che soddisfa le necessità di una città veloce come Milano, che va dalla colazione al light lunch, ideale per un pranzo di lavoro, alla cena fine dining, in programma da lunedì a sabato. Lo (stellato) menu serale, preparato dall’executive chef coreano Park Kisung, rivela un’offerta culinaria ben definita, dove l’ampia scelta di pietanze di mare e crudi di pesce ben si sposa con piatti classici della tradizione meneghina e con rivisitazioni fuori dalle righe. Si può scegliere à la carte o tra tre menù degustazione tematici. Un consiglio? Non perdetevi i risotti, che cambiano ovviamente a seconda della stagione, ma sono da sempre uno dei piatti forti di chef Sadler. Il menù è accompagnato da una raffinata carta dei vini, con una ampia e prestigiosa selezione di etichette italiane e internazionali.

L’estetica del ristorante è perfettamente in linea con quella dell’hotel che lo ospita, che si ispira all’arte e al design degli anni ’60, mixato a suggestioni contemporanee. La scelta di una palette che sia assesta sui toni del marrone, del sabbia e del giallo, con tanto legno e un’illuminazione soffusa, regalano all’ambiente una raffinata allure da salotto milanese, dove coccolare il palato, ma anche lo spirito. E nella bella stagione ci si può concedere un aperitivo firmato Sadler sul rooftop dell’hotel, con vista panoramica a 360° sui luoghi più iconici di Milano.


Gli Eventi da non Perdere alla Design Week 2026
Design Week 2026: le installazioni da non perdere


