In zona San Siro, questo ristorante aperto da circa due anni, nasce da un’idea di Oyster Oasis, distributore di ostriche e prodotti ittici di qualità, che ha avuto la visione di trasformare quello che inizialmente era un punto vendita per crudi e plateaux in un ristorante unico sulla scena meneghina. Viste le premesse, non stupisce che nel menù di Food Writers le ostriche, disponibili in diverse varietà, occupino un posto d’onore, accompagnate da un’ampia selezione di crudi, frutti di mare e crostacei.

A sorprendere, però, sono i piatti cotti alla brace, firma distintiva dello chef Claudio Rovai: questo metodo di cottura, da lui prediletto, esalta ogni ingrediente, regalando un’esperienza culinaria che va oltre le aspettative. Tra questi, spicca quello che è diventato uno dei piatti signature del locale: lo Spaghetto Benedetto Cavalieri con vongole alla brace, che, saporito ma al tempo stesso delicato, gioca su un mix di ingredienti perfettamente armonizzati. Ma anche gli “antipasti” (che in realtà qui non vengono classificati come tali, perchè il menù, diviso per ingredienti, è pensato per celebrare al meglio l’eccellenza della materia prima) regalano spunti interessanti e inusuali, come l’Ostrica alla milanese, e il Tonno rosso marinato al gin con lardo di Patanegra e pan brioche.

Originario di Lucca, Rovai porta con sé un bagaglio di esperienze internazionali che si riflette in ogni dettaglio del suo lavoro. Dopo aver lasciato il segno nell’eclettico ristorante stellato milanese Contraste e guidato con maestria il progetto Exit Gastronomia Urbana, ha scelto di reinventarsi con un menù che è un inno alla qualità delle materie prime e alla sua profonda passione per la cottura alla brace. Una passione che prende vita davanti agli occhi degli ospiti, mentre Rovai si muove con maestria tra i fuochi, come un moderno Efesto, nella suggestiva postazione a vista, fulcro della sala. La sua filosofia culinaria rompe gli schemi della tradizione mediterranea, intrecciandola con audaci influenze internazionali, con una predilizione per quelle giapponesi, spagnole e portoghesi.

L’avventura culinaria di Food Writers trova il suo completamento ideale in una carta dei vini curata, che spazia tra etichette prestigiose, raffinate bollicine e una selezione di vini biologici e naturali. Un’esperienza guidata dal sommelier e dal maître, con una combinazione di gentilezza e competenza, le stesse che si ritrovano in tutto il servizio di sala.
Gli interni del locale, che dall’esterno passa quasi inosservato, in questa via che sembra lontana anni luce dalla movida milanese, riflettono un’estetica minimal chic, con materiali pregiati, toni piuttosto scuri e unilluminazione studiata, che creano un’atmosfera elegante ma confortevole, quasi newyorkese.


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