Casa Masi è quel ristorante per il quale vale la pena scrivere qualcosa. Situato nel comune di Montaione a Firenze, all’interno della tenuta di Borgo San Benedetto, è un luogo che racconta una storia antica e che merita di essere raccontata.
Dove oggi sorge la tenuta, fino alla fine dell’800 vi era la fattoria dei bisnonni dell’attuale famiglia Masi, Pietro e Sestilia, che vivevano assieme ai cinque figli nella loro grande casa, oggi divenuta Guest House col nome di “Villa Sestilia”, in onore della bisnonna.

A Firenze, ai tempi, esistevano degli speciali contratti di lavoro, detti contratti “di mezzadria”, per i quali i proprietari mettevano a disposizione dei mezzadri vitto e alloggio, il cosiddetto “podere”, in cambio del loro lavoro, che consisteva nel condurre la casa, il bestiame ed i terreni e nel consegnare ai proprietari la metà del raccolto, facendo diventare la fattoria non solo un centro economico e di accoglienza, ma un luogo d’incontro, che vide passare di lì forestieri, frati, cacciatori e scrittori. Con l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale la fattoria, i terreni e le case circostanti furono abbandonate, restando a lungo disabitate, e solo nel 1995 i Masi, eredi della fattoria San Benedetto, riacquistarono con fatica le proprietà dei bisnonni, dandogli una nuova vita: così nacque Casa Masi.

Ai tempi il tartufo veniva considerato e trattato come un banale tubero, ma oggi è diventato uno degli ingredienti principi che potrete trovare nel menù di Casa Masi, servito quasi tutto l’anno in tutte le sue tipologie stagionali, come il Pecorino alla griglia con tartufo nero o i Tagliolini all’uovo con tartufo nero.
Due pietanze celebri di Casa Masi sono senza dubbio la Gramigna al Pecorino Dolce, una pasta corta fatta a mano a base di spinaci, condita con una delicata crema al pecorino dolce e pepe nero e servita all’interno di una scenografica forma di pecorino, e la Bistecca Fritta con Capperata, detta anche “Bistecca alla Frantoiana”, che viene fritta in abbondante olio d’oliva – da sempre considerato fonte di sostentamento – e accompagnata da una salsa sapida e leggermente acidula, detta “Capperata”.

Se vi resta uno spazio per il dolce, non possiamo non consigliarvi la Crostata di crema pinolata, il Castagnaccio con ricotta, arancia e Olio Nuovo e il Cremoso al Tabacco con gelatina al Rhum e glassa al cacao, tutti rigorosamente fatti in casa e con amore. Mentre se volete degustare un buon Vin Santo o Occhio Di Pernice, non potete non abbinarlo a dei Cantucci toscani, dei biscottini a base di mandorle tipici della provincia di Prato. Per quanto riguarda la scelta del vino, lasciatevi consigliare da Lorenzo, con una carta dei vini che si concentra sulle produzioni regionali di tutta Italia, dalle piccole cantine locali alle etichette più celebri.


Sabatini Firenze
Fuor D’Acqua



