Nel quartiere Acquabella, Bar Nico è un angolo che racconta una Milano diversa: intima, raffinata, accogliente. In via Cesare Saldini, tra le vie residenziali che collegano Porta Vittoria a Città Studi, questo wine bar si è già ritagliato un posto speciale tra chi ama il vino naturale e i locali con un’anima.

Lo spazio ha una storia lunga e stratificata: prima gommista, poi pastificio, oggi bar contemporaneo che non ha dimenticato le proprie origini. L’insegna “Pastificio Bolognese” – rimasta al suo posto – diventa memoria viva, dialogando con un design essenziale firmato da Marco Mannacio Soderini di SagomaStudio. Cemento, legno e acciaio si intrecciano con la graniglia originale, mentre le luci soffuse e i pannelli che la sera virano al rosso trasformano l’atmosfera in qualcosa di vibrante e intimo al tempo stesso.

Dietro a Bar Nico ci sono Chiara Pino e Riccardo Ganelli, due ex professionisti della moda che hanno scelto di cambiare rotta e dedicarsi al vino naturale. La loro è una visione precisa: creare un luogo senza rigidità, dove non ci sono prenotazioni né limiti di tempo al tavolo. Qui ci si ferma quanto si vuole, perché l’idea è che il vino vada bevuto con calma, accompagnato da conversazioni e piccoli assaggi.
La carta conta oltre 300 etichette, con un focus su produzioni naturali e biodinamiche italiane e francesi. Bottiglie di piccoli vignaioli, storie di territori da scoprire calice dopo calice: dai rossi più intensi ai bianchi minerali, fino a bollicine meno convenzionali e qualche incursione internazionale.

Ad accompagnare i calici, la cucina gioca la carta della semplicità: “mangiarini” pensati per esaltare il vino, come formaggi e salumi selezionati, crostini, conserve, hummus, torte salate e olive marinate. E quando cala la sera, Bar Nico s’illumina di rosso, richiamando un vecchio neon da bistrot francese ma con un piglio contemporaneo.



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