Nel cuore di Greco, Altatto non è solo un bistrot vegetariano e vegano, ma un’esperienza gastronomica che trasforma la cucina vegetale in espressione artistica. Nato dall’incontro di tre talentuose chef all’interno del celebre ristorante stellato Joia di Pietro Leemann, Altatto porta avanti una visione ambiziosa: offrire una cucina vegetariana d’alta qualità, conquistando ogni palato nel pieno rispetto del pianeta. Inizialmente nato come progetto di catering (attività che continua tutt’oggi), ha poi trovato la sua naturale evoluzione in un bistrot, aperto dal lunedì al venerdì.

L’amore per la natura e per i piccoli produttori è il filo conduttore di ogni piatto. Perché l’alta cucina, qui, non esiste senza una profonda conoscenza della materia prima e senza il rispetto delle tradizioni. I fornitori di Altatto non sono semplici produttori, ma veri e propri complici di un progetto che valorizza ingredienti genuini, provenienti da realtà locali, in un contesto urbano sempre più dominato dall’industria alimentare. In un mondo in continua trasformazione, preservare queste tradizioni significa proteggere un’identità culturale fatta di territorio, storia e, soprattutto, persone.

L’esperienza culinaria di Altatto si articola in due percorsi degustazione, guidati dalla stagionalità e dalla creatività. Qui, tradizione e influenze orientali si intrecciano armoniosamente, dando vita a piatti capaci di stupire anche i palati più scettici. Il menu cambia ogni tre o quattro mesi, rendendo ogni visita un’occasione unica e alimentando la voglia di ritornare, per scoprire sempre nuovi sapori. Tra le creazioni più recenti, spiccano i funghi glassati e arrostiti alla brace, accompagnati da insalata ezme, harissa, olio alla menta e pane arabo fatto in casa, oppure il delicato risotto con nocciole fresche, Castelmagno e mele, perfettamente mantecato. E per concludere, nei mesi invernali, potrebbe sorprendervi un dessert dal profumo di bosco, con note di resina, licheni e abete bianco.

L’atmosfera di Altatto è intima e avvolgente: i toni caldi della natura, le pareti di terra cruda e i tavoli in ardesia creano un ambiente elegante nella sua essenzialità. Il servizio, giovane e appassionato, trasmette con autenticità la filosofia del locale, garantendo un’esperienza informale ma impeccabile. Grazie alle ampie finestre, il bistrot si apre al quartiere, diventando quasi un salotto condiviso, un luogo di incontro per chiunque voglia immergersi in questo viaggio sensoriale. La sala è raccolta e intima e i coperti limitati, può infatti capitare di condividere il tavolo con altri commensali. Un dettaglio che, per quanto ci riguarda, anziché disturbare, arricchisce l’esperienza, mantenendo intatta l’atmosfera tranquilla, accogliente e familiare del posto.


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