Il gin sta vivendo una seconda vita che trascende il classico gin tonic da aperitivo: oggi è uno dei distillati più sperimentali, con produzioni minuscole, botaniche inedite e tecniche di lavorazione che sconfinano quasi nell’alta artigianalità. Ed è proprio su questa deriva più curiosa e ricercata che si innesta LUDO’s Caveau, il nuovo progetto di LUDO Dine & Vibe, il dining club all’interno dell’hotel nhow Roma, che custodisce uno spazio dedicato a chi vuole andare oltre i soliti riferimenti.

LUDO’s Caveau è una sorta di “scrigno” che raccoglie una selezione di gin rari e difficili da reperire, pensata per chi ha voglia di esplorare il distillato in modo meno prevedibile. Il progetto si inserisce nel flusso naturale del locale, che accompagna la serata dall’aperitivo fino a notte inoltrata tra cucina mediterranea, cocktail e musica, ma qui il ritmo si concentra su un racconto più lento e verticale, fatto di assaggi e dettagli.

Entrando nel caveau si incontrano etichette prodotte in quantità limitate, spesso poche centinaia di bottiglie l’anno, dove la lavorazione delle botaniche diventa centrale. Alcuni ingredienti vengono raccolti a mano, altri sono legati a territori molto specifici, come nel caso della cosiddetta “Regina della Notte”, un fiore di cactus che sboccia una sola volta all’anno e che, inserito nel processo di distillazione, restituisce profili aromatici insoliti, difficili da ricondurre a categorie già note.

La selezione non è mai fissa e cambia nel tempo, anche perché molte di queste produzioni sono quasi introvabili. Ogni bottiglia porta con sé una storia diversa, che può nascere da una scelta precisa del distillatore oppure da circostanze meno controllate, come accade con il “Cask at the Back”. Il nome rimanda a botti dimenticate nei magazzini, inizialmente destinate al trasporto via nave e lasciate indietro perché meno accessibili: il gin, restando fermo più a lungo del previsto, finiva per maturare in botti già utilizzate, spesso ex sherry, acquisendo colore e complessità in modo del tutto inatteso.

Accanto a queste produzioni si trovano anche interpretazioni più sperimentali, che lavorano su elementi sorprendenti o su estrazioni non convenzionali, andando a ridefinire il profilo aromatico del gin senza snaturarne l’identità: non si tratta solo di collezionare bottiglie, ma di costruire una narrazione liquida che evolve continuamente.
La particolarità è che queste etichette non restano chiuse in esposizione: al LUDO’s Caveau molti gin sono disponibili anche al calice, permettendo un approccio più immediato e meno impegnativo. Un modo concreto per avvicinarsi a produzioni che raramente si incontrano fuori da contesti molto specialistici, mantenendo quella dimensione conviviale che resta al centro dell’esperienza del locale. Gin conservati con cura, rivelati al momento giusto, direttamente dal caveau al bicchiere.


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