Anche se resta ancora lontana dalla proposta realmente multietnica di città come Parigi e Londra, dove una lunga storia di immigrazioni ha trasformato anche il modo di mangiare, Milano si sta ormai avviando a diventare un crocevia di culture culinarie differenti. A spingerla ulteriormente in questa direzione arriva ora Wau, il primo ristorante malese della città, fresco di inaugurazione sul Naviglio Pavese.
Ma cosa sappiamo della Malesia? Ammetto che, fino a pochi giorni fa, non avrei saputo collocarla con precisione sulla cartina del Sud-est asiatico: sono decisamente più ferrata sul cibo che sulla geografia! Per molti il riferimento più immediato resta forse Sandokan, la celebre “Tigre della Malesia”, mentre oggi il Paese è ancora molto meno raccontato rispetto a destinazioni in hype come Bali o il Vietnam.

Eppure basta guardare la sua posizione geografica per capire molto della sua cucina: si trova tra Thailandia, Singapore, Indonesia e Borneo, lungo antiche rotte commerciali che per secoli hanno fatto circolare spezie e ingredienti. Da qui nasce una gastronomia profondamente multiculturale, in cui influenze malesi, cinesi, indiane e del Sud-est asiatico si incontrano tra curry, latte di cocco, sambal, riso, noodles e pesce. Una cucina complessa e sfaccettata che, come ha raccontato a Flawless Dato’ Freida Pilus, titolare del ristorante insieme al figlio Fareed Hamzah, ha molto in comune con quella italiana: convivialità, famiglia e il piacere di ritrovarsi intorno a un tavolo. In Malesia questo spirito si esprime attraverso l’hidang, il modo tradizionale di servire più piatti al centro perché tutti possano assaggiarli e condividerli. Il menu di Wau lascia comunque spazio anche a proposte individuali, per vivere il pasto in modo più libero.

Qui l’executive chef Fairuz Zani Bin Ahamad cucina piatti che non cercano scorciatoie: protagonista è il rempah, un mix di paste di spezie preparate fresche e utilizzate come base di molte ricette. Curcuma, zenzero, galanga, citronella, chiodi di garofano e anice stellato vengono macinati e lavorati per svilupparne aromi e consistenze. Preparazioni lunghe, cotture lente, ingredienti freschi e attenzione alla materia prima caratterizzano la cucina di Wau, come nell’Ayam Masak Lemak Cili Api, un delizioso pollo cotto lentamente in una salsa al latte di cocco e curcuma, con un tocco di peperoncino piccante.

Ma quali sono i piatti imperdibili in un questo nuovo ristorante malese? Il Nasi Lemak Ayam Goreng Berempah, uno dei simboli culinari malesiani: riso profumato al cocco, pollo fritto alle spezie, sambal, uovo, cetriolo, arachidi e acciughe croccanti; oppure il Nasi Kerabu Terung Percik, il suggestivo riso blu ottenuto dai fiori di butterfly pea, accompagnato da verdure croccanti, melanzana alla griglia e salsa al cocco. Per chi preferisce il pesce c’è invece la Kari Laksa, con noodles immersi in un brodo di curry e cocco, frutti di mare, tofu e verdure.

Se volete addentrarvi in questo universo culinario in punta di piedi, potete intanto iniziare concedendovi un aperitivo nel cocktail bar che fa da anticamera al ristorante, dove assaggiare una selezione di drink ispirati alla via delle spezie, serviti con qualche piccolo bite malese, giusto per entrare nel mood.
Ma forse vi starete chiedendo: che cosa significa Wau? È l’esclamazione di chi assapora per la prima volta i piatti del ristorante? No, anche se potrebbe tranquillamente essere. In realtà, il Wau è il tradizionale aquilone malese, un oggetto di alto artigianato e un autentico simbolo nazionale. Una scelta simbolica, nata dal desiderio di far volare nel mondo, e nello specifico a Milano, il soffio autentico della cucina malese.


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