Sapete cosa sono le cosiddette blue zone? Sono cinque aree geografiche, più precisamente l’isola di Okinawa in Giappone, l’Ogliastra in Sardegna, Nicoya in Costa Rica, Icaria in Grecia e la comunità di Loma Linda in California, ad altissimo tasso di longevità. In pratica, qui vivono le persone più sane e longeve del pianeta. Per decenni gli scienziati hanno studiato i segreti delle blue zone, e sono arrivati a una conclusione: in ognuna di esse gli abitanti sostanzialmente osservano un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita corretto, consumando le straordinarie materie prime che il territorio offre loro.

Proprio a questo concetto si ispira The Longevity Kitchen, un nuovo bistrot situato in zona Corso Sempione, aperto sin dalla colazione e dedicato al cibo sano, quale elemento imprescindibile per vivere bene e in salute. Non immaginatevi però diete ferree, pietanze privative e crampi della fame, perché la missione di The Longevity Kitchen è quella di sposare il piacere di mangiare con la qualità delle materie prime, grazie a piatti che uniscono bellezza, gusto e salute.

Ispirandosi proprio alle ricette tipiche di queste 5 “oasi di longevità”, gli chef del ristorante danno vita a uno stile di cucina salutare e sostenibile, che parte da una grande ricerca sulla materia prima, limitando ingredienti come il sale e zucchero e aggiungendo una manciata di superfood. Per esempio, nei prodotti da forno, la farina viene miscelata con una fibra brevettata dall’università di Pavia che riduce drasticamente l’impatto glicemico, il cacao utilizzato è quello Criollo della Costarica, ricco di polifenoli, mentre la birra è una creazione unica che contiene meno carboidrati di quella standard. Del resto dietro al progetto c’è tutta l’expertise di The Longevity Suite, prestigioso network di city clinic biohacking e antiage che conta varie sedi a Milano.

Il design del locale vede la scelta di mobili dal gusto contemporaneo e di sfumature rilassanti, sui toni del verde, che evocano benessere e rilassatezza ed è reso ancora più accogliente dal sapiente studio dell’illuminazione e dalla luce naturale che filtra dall’ampia vetrata. E a completare il tutto c’è un bel dehors, situato nella corte interna, perfetto per pranzare e cenare in tutta tranquillità.

Ma cosa si mangia nello specifico da The Longevity Kitchen? La proposta del bistrot, al grido di “Feeding Good”, si declina in 3 momenti, dalla colazione alla cena. Per il primo pasto della giornata c’è una vasta scelta di frullati ed estratti, da abbinare a diversi tipi di pancake, ma anche anche bowl di yogurt e cereali o prodotti da forno e una miscela di caffè selezionata.

A pranzo lo chef propone tacos e focacce da condividere, che fanno da contorno a piatti preparati con ingredienti tipici delle blue zone, come fregola sarda, feta, polpo, composizioni vegetariane, pollo yakitori e salmone. Alla sera si aggiunge una lunga lista di crudi di pesce, ma anche di accattivanti piatti come lo Spaghetto alla chitarra con salsa ai 7 pomodori, ispirato alla cucina dell’Ogliastra, o il Calamaro ripieno di cous cous con caponata di melanzane e salmoriglio, piatto tipico dell’isola di Ikaria, o ancora il Merluzzo con moringa, melanzane e pinoli, che si mangia a Nicoya. E i dolci? Ci sono anche quelli, ovviamente, e promettono di essere molto golosi oltre che sani: una su tutti la Mango cheesecake vegana, fatta con crema a base di anacardi e mango.


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