Nel panorama in continua evoluzione di una Milano che non si ferma mai, c’è un quartiere che più di altri sta ridefinendo i confini della coolness urbana. Lo chiamano South of Prada, complice la presenza magnetica della Fondazione e della sua iconica Torre, ma è a tutti gli effetti l’epicentro di una rivoluzione estetica che si spinge verso sud. È proprio qui, al civico 26 di via Orobia, che è atterrato UFO, acronimo di Unconventional Form of Opportunities. Un nome che si rivela una promessa fin dal primo sguardo: uno spazio ibrido dove ristorazione, editoria indipendente, podcast, musica e creatività si fondono in un ecosistema fluido e polifunzionale.

Dietro l’estetica di UFO c’è la firma di Claudio Larcher Design Studio, capace di orchestrare un perfetto bilanciamento tra il rigore industriale meneghino e un’accoglienza vibrante. All’esterno, il grigio cemento della facciata viene interrotto da audaci accenti cromatici in rosso, fucsia e blu. Varcata la soglia, il calore del parquet incontra finiture sabbia e morbide moquette nella zona lounge, mentre pezzi unici di design richiamano la cultura visiva giapponese e coreana. Il vero segno distintivo dell’architettura sono i grandi oblò circolari, che giocano sul tema dello spazio regalando profondità visiva e un tocco squisitamente futuristico. In questo grande contenitore creativo convivono e dialogano realtà di spicco della scena culturale contemporanea, lo studio di produzione podcast di Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli, fino allo Studio Creativo Cucù, al corner editoriale di Frabs Magazine e al progetto SpaceDelicious.

Il cuore gourmand dello spazio è l’UFO Bistrot, un porto sicuro per chi cerca un’atmosfera conviviale, informale ma curata nei minimi dettagli. Accoglie gli ospiti con una selezione musicale impeccabile e con il volume finalmente calibrato per consentire la conversazione, un dettaglio tutt’altro che scontato.

La proposta gastronomica è pensata per essere condivisa, tra grandi classici del comfort food e tocchi contemporanei. Per l’aperitivo si spazia dal pane arabo con salsa romesco alle polpette di pane tiepide con pomodoro e ricotta salata, passando per il cavolfiore fritto in salsa orientale e un irresistibile pollo fritto con salsa BBQ. Per chi decide di fermarsi a cena, la carta propone primi e secondi della tradizione come i casoncelli con fonduta di parmigiano allo zafferano e tarassaco, il risotto alla milanese, gli spaghetti aglio, olio e peperoncino.

Se il dehors verdeggiante rappresenta la perfetta oasi urbana per fuggire dal caos cittadino, la vera sorpresa di UFO – nonché il dettaglio più fotografato del momento – è il campo da bocce firmato Amaro Camatti.
In una Milano che corre veloce, riscoprire il lusso della lentezza e della tradizione nazionalpopolare tra un cocktail d’autore e un ottimo caffè è l’asso nella manica che rende questo indirizzo unico nel suo genere. UFO si candida ufficialmente a essere il nuovo punto di ritrovo della Milano creativa, dove fare networking non è mai stato così piacevole.


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