Si sa, Firenze è una città magnifica sotto tanti punti di vista, dove c’è arte in ogni angolo e dove ogni dettaglio architettonico racconta una storia. Ma non è amata da tutti solo per queste ragioni, perché una cosa è certa, a Firenze si mangia anche molto bene.
Non è molto difficile però incappare nelle cosiddette “trappole per turisti”, ma per questo ci siamo noi, che oggi vi raccontiamo di questo affascinante bistrot fiorentino, la cui terrazza affaccia sul suggestivo panorama del Lungarno Torrigiani, da cui prende, infatti, il nome e il numero civico: Lungarno23.

Il loro payoff parla forte e chiaro – La casa della Chianina – perché Lungarno23 nasce con un obiettivo ben preciso, quello di garantire un prodotto sicuro e qualitativamente elevato e valorizzare al meglio la preziosa carne Chianina, una particolare razza bovina allevata nel territorio della Val di Chiana, da cui prende il nome, autoctona della Toscana e dell’Umbria. Tutti i loro piatti sono infatti registrati con il marchio I.G.P del Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale, garantendo un prodotto proveniente da una cortissima filiera produttiva e distributiva.

Oltre ai piatti storici, come la classica Tartare o la Tagliata di controfiletto con patate arrosto, nella carta di Lungarno23 è possibile trovare proposte ricercate ed allettanti come, tra gli antipasti, il Sushi di Chianina e le Crocchette di Chianina in crosta di pistacchio su crema di patate, oppure, tra i primi piatti, i Cappelletti in brodo di Chianina ed il Risotto ai carciofi mantecato al Castelmagno con bocconcini di tartare di Chianina.
Tra le eccellenze non possono ovviamente mancare la Bistecca alla Fiorentina, il Filetto glassato al Chianti e le loro irresistibili mini Tartare, condite con quattro diversi topping: tartufo nero, stracciatella di burrata, pere caramellate e, infine, mela e Calvados.

Ma il vero must sono i loro hamburgers, ad ognuno dei quali è stato assegnato il nome di uno dei tori più famosi dei principali allevamenti della Val di Chiana, come il Giogo (toro più produttivo della Val di Chiana), composto da burger, salsa piccante, avocado e ‘nduja, o ancora lo Zelante (il più bel toro degli anni ‘70), con pancetta croccante e pecorino.

E perché non accompagnare il panino con una buona birra artigianale?
Per non farsi mancare niente, il menù di Lungarno23 propone una vasta selezione di birre locali, prodotte dai birrifici San Quirico della Val D’Orcia e La Petrognola, mentre per gli estimatori del buon vino, l’offerta è così ampia, dai classici Chianti e Montepulciano fino ai più raffinati Super Tuscany, che diventa quasi difficile scegliere.


Sabatini Firenze
Fuor D’Acqua



