C’è un nuovo padrone di casa sulla spiaggia di Marinella. Dal 15 maggio la Trattoria del Pescatore, da cinquant’anni punto di riferimento per la cucina di mare a Milano, prende le redini del ristorante fronte mare dell’Hotel Abi d’Oru, il resort cinque stelle di Porto Rotondo. Una scelta che suona controcorrente in un momento in cui la Costa Smeralda vede l’arrivo di firme internazionali: qui l’ospitalità si affida a una famiglia, non solo a un brand già riconosciuto altrove.
La storia comincia nell’ottobre del 1976, quando Agnese e Giuliano Ardu, originari di Morgongiori in provincia di Oristano, hanno l’intuizione di trasformare una modesta trattoria in uno dei primi avamposti della cucina di mare in città. Con loro arrivano a Milano sapori allora rari come la bottarga di muggine e il celebre pane “filone”, croccante fuori e soffice dentro. Mezzo secolo dopo, accanto ai figli Nicolas e Cristian e allo chef Andrea Bortolotti, ai fornelli da oltre sedici anni, la famiglia Ardu prosegue un percorso fondato su semplicità e rispetto della materia prima. E nell’anno del cinquantesimo anniversario sceglie di tornare alle origini, portando la propria cucina sulle sponde del Tirreno.

In Sardegna il padrone di casa è ancora Giuliano Ardu, presente in sala come si conviene a un vero oste: una figura sempre più rara, che segue il servizio piatto dopo piatto e mantiene un rapporto diretto con ogni ospite. L’esperienza è quella di una trattoria di pesce in Sardegna nel senso più autentico del termine: niente fronzoli, niente architetture concettuali, solo il pescato del giorno raccontato con la cura di chi lavora questi sapori da una vita.

In carta tornano i piatti che hanno reso celebre l’indirizzo milanese. L’astice alla catalana è il manifesto della casa: evoluzione della ricetta tradizionale di Alghero, viene servito con pomodori freschi e cipolla rossa, in un equilibrio che ha fatto scuola. Accanto, i paccheri del Pescatore con pesce spada, peperoni, calamari e bottarga, e le lorighittas di Morgongiori all’aragosta, reinterpretazione marinara dell’iconica pasta intrecciata a mano del paese d’origine della famiglia, un omaggio dichiarato alla terra di Oristano. Completano la carta le proposte del giorno e il pescato fresco locale, valorizzato la sera anche alla griglia, e una selezione di crudi che si lascia guidare dalla qualità del banco.

A chiudere il pasto restano le piccole liturgie di casa Ardu che a Milano sono diventate firma: il pecorino sardo servito direttamente dalla forma e il mirto ghiacciato, rituale di fine cena che chiunque sia passato dalla trattoria milanese ricorda con un sorriso. L’apertura non è riservata ai soli ospiti del resort: la trattoria accoglie anche chi arriva da fuori, con una proposta più leggera a pranzo (perfetta per chi si concede una pausa tra una nuotata e l’altra) e il menu completo a cena, quando la sala si affaccia direttamente sulla spiaggia e il rumore di fondo è quello del mare.

Tra le novità della stagione debutta la Lobster Hour, l’aperitivo che mette al centro crostacei e crudi, accompagnati da bollicine sarde e cocktail costruiti su spiriti isolani. Per chi invece preferisce restare in villa o a bordo del proprio yacht, è disponibile anche un servizio di take away dei piatti della casa.
Cinquant’anni dopo quella prima saracinesca alzata in via Vannucci, la Trattoria del Pescatore mette piede sulla sabbia dell’isola che le ha dato i natali. Un ritorno a casa che ha tutto il sapore di un nuovo inizio. Informazioni e prenotazioni sul sito dedicato.


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