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Lifestyle Magazine

Asform Atelier: la cultura del design tra oggetti, storie e memoria

Racconto, ricerca e collezionismo per esplorare l’anima autentica e nascosta del design del secondo Novecento

In un momento storico in cui il design contemporaneo tende spesso a ripiegarsi su celebrazioni nostalgiche e continue riedizioni, Asform Atelier si distingue come un laboratorio culturale vivo e dinamico, capace di restituire profondità storica, autenticità e umanità al mondo degli oggetti. Fondato nel 2020 dall’incontro di due architetti, Marco Sartori ed Enricomaria Todaro, uniti da una sincera passione per il design e dall’esperienza condivisa in studio, il progetto ha preso forma inizialmente come attività di collezionismo selettivo, evolvendosi nel 2023 in una piattaforma di divulgazione culturale capace di raggiungere un pubblico più ampio attraverso il linguaggio immediato dei social network. 

Broadway – Bernini – Gaetano Pesce

La forza di Asform Atelier risiede nella capacità di raccontare il design non solo come estetica o funzione, ma come parte integrante della società, dei costumi e delle tradizioni. Attraverso una curata pagina Instagram, il progetto propone un format originale che abbina oggetti di design e opere d’arte a brevi racconti aneddotici, rivelando storie spesso inedite, episodi dimenticati e traiettorie sorprendenti che hanno caratterizzato il panorama creativo della seconda metà del Novecento. Ogni oggetto diventa così il pretesto per diffondere cultura, stimolare la curiosità e invitare alla scoperta di una dimensione più umana e meno celebrativa del design.

Super – Memphis Milano – Martine Bedin

Il nome stesso, Asform, trae ispirazione da una particolare lega d’acciaio che negli anni Sessanta e Settanta ha rappresentato un simbolo di innovazione, leggerezza e resistenza, contribuendo a soluzioni progettuali rivoluzionarie. Questo riferimento materiale sottolinea i valori fondanti del progetto: la coesione, la complementarietà e la ricerca continua come motori del cambiamento creativo. 

La ricerca di Asform Atelier si concentra in particolare sul design della seconda metà del Novecento, con una predilezione per illuminazione, sedute e collectibles, ambiti in cui si annidano spesso le storie più affascinanti e meno conosciute. La scelta degli oggetti non risponde a logiche di accumulo, ma a un’idea di collezionismo consapevole, che valorizza il significato, il contesto e la memoria storica di ogni pezzo. 

Oceanic – Memphis Milano – Michele De Lucchi

Parallelamente alla selezione e allo studio degli oggetti, il progetto si arricchisce attraverso una serie di interviste a figure chiave del design italiano, tra cui Peregalli per Zeus Milano, Anselmi per Bieffeplast Padova, e artigiani che hanno collaborato con maestri come Bruno Munari. Questi incontri rappresentano un prezioso strumento per comprendere i momenti di discontinuità creativa, quando un’intuizione, un materiale innovativo o una casualità hanno aperto nuove strade progettuali, cambiando il destino di prodotti e aziende. 

Prima – Alias – Mario Botta

In un’epoca in cui molte imprese si limitano a rieditare icone del passato, senza interrogarsi sul loro contesto storico, comprendere le radici di questi progetti diventa un vero atto di responsabilità culturale. Asform Atelier interpreta questo compito con rigore, personalità e passione, trasformando ogni contenuto in una microstoria di design e di società, capace di arricchire il panorama editoriale e curatoriale italiano con uno sguardo colto, curioso e profondamente umano. 

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