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Classifiche

I Ristoranti a Milano da Provare ad Aprile

Godersi la primavera tra certezze e rivelazioni culinarie

“Aprile dolce dormire”, si dice. E invece no, almeno non per voi che volete vivere la primavera con la giusta energia, godendovi le temperature più miti. È finalmente giunta l’ora di gustarsi un gelato sotto il primo, tiepido sole e concedersi un pranzo all’aperto o un pomeriggio al parco. Aprile vuol dire anche tornare a esplorare tutto ciò che Milano ha da offrirci, lasciando un po’ in disparte i ristoranti vicino a casa, comodi quando il freddo toglie la voglia di uscire, ma che ora vale la pena mettere “in pausa”, in favore di dehor, giardini, terrazze, rooftop e location più aperte e luminose. Che l’avventura gastronomica primaverile abbia inizio, grazie ai 10 ristoranti da provare ad aprile a Milano, che vi conquisteranno al primo assaggio.

GROW

Via S. Valerio, 4, Albiate MB

CHIAMANAVIGATORE

A pochi chilometri da Milano, Grow costruisce una cucina radicata nel territorio brianzolo, fondata su fuoco, selvaggina da caccia sostenibile, fermentazioni e orto. I fratelli Matteo e Riccardo Vergine lavorano con piccoli produttori locali e ingredienti lombardi, sviluppando un sistema circolare in cui anche gli scarti vengono recuperati. Questa visione ha reso Grow l’unico ristorante stellato in Italia con una carta annuale basata sulla selvaggina, integrata da erbe spontanee. Un percorso che ha portato alla Stella Verde Michelin nel 2023, alla Stella Rossa nel 2024 e al Young Chef Award 2025.

TERRAZZA PALESTRO

Via Palestro, 2 

nuovo menù di terrazza palestro

CHIAMANAVIGATORE

Affacciata sui Giardini Indro Montanelli, Terrazza Palestro è una delle terrazze più eleganti della città. Riscaldata e accogliente anche nei mesi invernali, offre una vista aperta sul verde e sul profilo urbano, con ambienti curati che bilanciano comfort e stile contemporaneo. La drink list lavora su proposte creative, mentre la cucina italiana stagionale accompagna la serata con misur: un indirizzo raffinato, ideale tutto l’anno per rallentare e concedersi una serata con vista. 

Yapa

Viale Montenero, 34

YAPA

CHIAMANAVIGATORE

Tra Porta Romana e Cinque Giornate, Yapa lavora su una cucina nomade che intreccia Mediterraneo, Asia e Sud America, mantenendo un equilibrio preciso tra tecnica e immediatezza. Lo spazio è minimale, giocato su toni grigi e materici, ma si scalda con la luce soffusa e con il ritmo del bancone, dove ci si può fermare per iniziare la serata. La carta abbandona la struttura classica e si muove tra crudi, ceviche, tacos, tempura e robatayaki, con qualche incursione nella tradizione italiana riletta con leggerezza. La mixology accompagna il percorso con drink costruiti per dialogare con i piatti.

Oysteroom

Corso Garibaldi, 105

CHIAMANAVIGATORE

Nato da una costola dello storico Radetzky (che sta proprio accanto) Oysteroom condensa in appena 20 metri quadrati un’idea precisa e molto urbana di oyster bar. Il focus è sulle ostriche, con selezioni francesi, irlandesi, portoghesi e italiane, ma la proposta si allarga a plateau di crudi, tartare, lobster roll, caviale e delicatessen di mare anche da portare a casa. Il design gioca con archi luminosi e toni bordeaux, l’atmosfera resta raccolta ma non rigida, e il format dell’aperitivo qui trova una declinazione semplice, ben centrata e finalmente diversa.

UFO

Via Orobia, 26

CHIAMANAVIGATORE

Fresco di inaugurazione, UFO (Unconventional Form of Opportunities) è uno spazio ibrido di oltre 1500 mq che unisce ristorazione, musica, editoria e produzione culturale in una delle aree più in trasformazione della città. Al centro c’è UFO Bistrot, aperto dall’aperitivo a tarda sera, pensato come punto di incontro informale dove cucina e socialità si muovono insieme. La proposta lavora su piatti da condividere, tra pane arabo con romesco, polpette di pane, cavolfiori fritti, fino a casoncelli, risotto e baccalà mantecato, con dolci semplici e curati. Intorno, lounge bar, musica e anche un campo da bocce, che aggiunge un livello di socialità più spontaneo a uno spazio fluido e contemporaneo.

RODRIGO

Via Savona, 11

CHIAMANAVIGATORE

Rodrigo arriva a Milano portando una storia che parte da Bologna nel 1949 e si traduce in un progetto articolato tra ristorante, bistrot e cocktail bar. In via Savona il racconto resta ancorato alla tradizione emiliana, con pasta fresca tirata al matterello dalle sfogline, tortellini in brodo di cappone, tagliatelle al ragù e cotoletta alla bolognese, affiancati da una selezione più ampia che include anche crudi di mare. Gli spazi giocano su materiali caldi, velluti e richiami al rosso Bologna, mantenendo un equilibrio tra memoria e ritmo contemporaneo.

Pepe Barra Italiana

Corso Giacomo Matteotti, 9

CHIAMANAVIGATORE

PEPE Barra Italiana fa parte del nuovo format del gruppo Langosteria, al quarto piano di Palazzo Fendi, ed è costruito attorno al bancone e a un’idea di cucina conviviale e diretta. Luca Fantin guida il progetto con una proposta che lavora sui grandi classici italiani, alleggeriti e resi più immediati senza perdere profondità. In carta si trovano piatti come carciofi alla romana, vitello tonnato, tagliatelle allo zafferano, preparazioni alla brace, pizze al tegamino e una selezione di salumi e formaggi, con dolci ben costruiti a chiudere. Il ritmo è informale ma curato, con una cucina pensata per essere condivisa senza rigidità.

SASA’ MARTUCCI

Via Romolo Gessi, 12

CHIAMANAVIGATORE

Nel quartiere Washington il celebre pizzaiolo casertano Sasà Martucci porta a Milano la sua arte bianca così com’è, senza alleggerirla per adattarsi alla piazza milanese. In menu convivono i grandi classici che hanno reso riconoscibile il suo lavoro, dalle margherite alle pizze in tre cotture, insieme a creazioni pensate appositamente per Milano come la Why Not, con brasato di ossobuco, crema di riso allo zafferano e richiamo alla gremolada. Il locale è elegante, la proposta è ampia e a pranzo si aggiunge anche una cucina con piatti campani riletti in chiave contemporanea, in uno spazio elegante ma non rigido.

TUSA ISOLA

Via Pietro Borsieri, 32

CHIAMANAVIGATORE

In zona Isola, Tusa è un cocktail bar dove la parte beverage guida l’esperienza, con una proposta costruita tra grandi classici e creazioni più contemporanee, lavorate con attenzione su ingredienti e tecniche. Ma la recente e gradita, novità è il brunch del weekend, con una formula che include piatto principale, contorno, acqua e caffè. In tavola arrivano pan brioche con uova morbide e spuma di grana, riso al salto con gremolada, baby ribs BBQ, insieme a contorni come patate alla paprika o avocado salad. I cocktail restano presenti anche a pranzo, accompagnando il pasto con leggerezza e colore.

PAS – A VEGETARIAN TRIP

Corso Italia, 44

CHIAMANAVIGATORE

Ad aprile PAS – a vegetarian trip, dopo anni romanticamente itineranti, trova la sua sede fissa in Corso Italia e diventa uno degli indirizzi da provare per un pranzo veloce ma goloso. Il progetto di Eugenio Roncoroni porta uno street food vegetariano pensato anche per soddisfare i carnivori, tra smash burger di riso e soia, pulled pork vegetale, montanarine e chicken Korea. Il format è casual, con ordine al banco e prezzi accessibili, perfetto per una pausa easy nelle giornate che si allungano.

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