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Interviste

Dalla Bocconi alla Grande Mela con Edoardo Marchiorello

La storia di un giovane imprenditore diviso tra Milano e New York

Edoardo Marchiorello, laureato in economia Aziendale all’Università Bocconi, ha frequentato i corsi professionali dell’Associazione Italiana Sommelier e quelli della Scuola della Cucina Italiana a Milano. Giovane imprenditore diviso tra Milano, New York e Bassano del Grappa, città d’origine, è impegnato nelle società familiari e ha appena aperto, a Manhattan il già famoso “Mulino a Vino”, insieme al socio Paolo Meregalli e allo chef pluristellato Davide Scabin. Lo incontriamo in uno dei suoi rari momenti liberi, di passaggio a Milano, e siamo davvero curiosi di saperne di più.

Ciao Edoardo, prima di tutto ti ringraziamo moltissimo per aver accettato di effettuare questa intervista e ti facciamo i complimenti per il recente successo Newyorkese di Mulino a vino. Siamo entusiasti di poterti fare qualche domanda personale e di conoscere il tuo punto di vista sulla nostra amata città.

Ci racconti la recente apertura di Mulino A Vino? Come è stato essere partecipe di un successo così immediato di fianco a personalità di spicco come Paolo Meregalli e Davide Scabin? Vogliamo sapere tutto dell’inaugurazione!

L’apertura è stata un traguardo che abbiamo raggiunto dopo molto tempo. E stata un’emozione grande vedere i nostri sforzi finalmente ripagati! Paolo e Davide sono entrambi grandi amici e ottimi partner. I nostri caratteri, seppur diversi, si alimentano creando idee sempre nuove. Per quanto riguarda l’inaugurazione ricordo le molte persone che sono venute a sostenerci: da quelle più vicine a noi per augurarci buona fortuna, alle prime personalità di spicco newyorkesi pronte a esprimere giudizi severi sui risultati del nostro lavoro.

Marchiopolo nasce mentre frequenti ancora l’università. Sei giovanissimo al tempo. Come sei riuscito a gestire l’attività di imprenditore con gli studi e con la formazione della tua personalità da adulto?

Ho iniziato seguendo mio papà alle prime cene e degustazioni, al tempo molto spesso per amici che volevano provare ciò che aveva creato. Da lì la passione. Intanto ho continuato il mio percorso formativo e le prime esperienze professionali, cercando sempre di trovare del tempo per coltivare l’arte della cucina e del vino. Le giornate erano intense, ma con una buona organizzazione e il giusto impegno, sono sempre riuscito a fare tutto ciò che mi piaceva.

Cosa consigli ai ragazzi che vogliono percorrere la tua stessa strada?

Ricordate in ogni momento che dare meno del massimo significa sacrificare un dono. Questa è una frase che fin da piccolo mi è rimasta impressa. È diventata il mio credo e penso possa essere di sprono per tutti i ragazzi giovani. Nel pratico, fate ciò che vi piace e non pensate che esistano compartimenti stagni, da cose all’apparenza più piccole possono nascere i migliori risultati. Siate buoni, aperti, diligenti e la fortuna vi darà una mano. Infine, approfondite le vostre passioni.

Come è nata la tua passione per i vini? Per genetica, vista l’enorme passione di famiglia, o da consumatore?

Di famiglia. Pur non essendo grandi bevitori non è mai mancata una bottiglia di vino al tavolo di mio nonno durante i lunghi pranzi del sabato. In seguito, ho iniziato a degustare sempre di più, scoprendo non solo vini, ma anche posti sperduti e tradizioni quasi dimenticate. Questo è ciò che mi appassiona. Inoltre mi fa impazzire l’idea che da uno stesso frutto possano nascere vini così differenti. Ogni bottiglia con la sua storia unica.

Sappiamo che la tua famiglia coltiva un’altra grande passione, quella per lo sport del Polo. Quanto c’entra con il nome del brand questo sport? Ci racconti la nascita del progetto?

Molto è stato detto sul nome, tra cui “Marchiopolo” come unione tra il nostro cognome e il gioco del polo, altra grande passione di famiglia. Io ricordo solo una cosa. Fin da piccoli i nostri genitori ci portavano in viaggio in Argentina. Lì i bambini vengono messi a cavallo prima ancora di imparare a leggere e scrivere e gli adulti cavalcano senza pensare troppo all’ etiquette tipica di uno sport considerato erroneamente elitario. Da questo il contatto con la natura, la passione per i viaggi e il forte legame tra di noi. Il nome deriva proprio da ciò: l’espressione più classica di una famiglia, la mia, che adora le cose genuine, semplici e conviviali. Per quanto riguarda la nascita del progetto è dovuta alla creazione del nostro primo vino, l’Amarone della Valpollicella, prodotto da mio papà perché non trovava il vino perfetto da abbinare ai suoi piatti a base di cacciagione. Subito dopo è arrivato il premio etichetta dell’anno al Vinitaly 2006.

In un panorama come quello italiano, in cui la concorrenza è serrata, quali ritieni che siano i fattori critici di successo di Marchiopolo?

Offrire qualcosa d’innovativo ed eccellente, l’utilizzo del web come strumento per la vendita e il connubio tra flessibilità e reattività.

La cosa che ami di più e che odi di più del tuo lavoro?

Amo viaggiare e amo fare ciò che mi piace. Amo svegliarmi la mattina e non sapere esattamente cosa mi aspetterà. Amo le sfide e le novità. Mentre non odio nulla, cerco di prendere ogni imprevisto come un’opportunità. Possono esserci delle cose che mi fanno pensare troppo, ma cerco di non focalizzarmi o di andarle a modificare. Alcune di queste sono il muovermi di continuo e l’incertezza di come andranno i diversi progetti che sto seguendo.

La festa o evento nel quale più di tutti vorresti vedere bottiglie Marchiopolo sparse per i tavoli?

Il Met Ball a New York? Non ci sono mai stato, ma ne ho molto sentito parlare. Ci darebbe ovviamente un’ottima visibilità. Anche qualche evento giusto al Salone del Mobile a Milano. Ho sentito grandi cose.

Quando ti riterrai soddisfatto relativamente a questo progetto? Lo sei già? Quali sono i prossimi passi?

Mi riterrò soddisfatto di questo progetto quando verrà interamente capito dalle persone. Essendo un concetto innovativo, molte volte fa paura e vorrei non la facesse. Già molti passi in questa direzione sono stati fatti, mentre come nuovi traguardi vedo importanti collaborazioni e nuovi prodotti di cui essere orgoglioso.

Il vino Marchiopolo, con il suo packaging così glamour, si sposa perfettamente con una città fashion-oriented come Milano. Come pensi di promuovere ulteriormente la conoscenza del brand in città?

Abbiamo molte idee. In particolare stiamo lavorando da diverso tempo a un progetto per un nuovo tipo di promozione del vino. Nuovamente cerchiamo di rompere le regole in un mercato che purtroppo è molto spesso anacronistico e serrato.

La tua Milano in tre posti. Quali sono e perché.

Il mio primo posto non può che essere Peck. Ci spenderei delle ore anche solo a guardare tutte le meraviglie al suo interno. Inoltre mi ricorda quando ci andavo per mano a mio papà.

Il secondo è Ceresio7. È un posto perfetto per ogni occasione: da cene in un perfetto ambiente stile mid-century, a una giornata in relax nella piscina. Sono amico del general manager Marco Civitelli e devo ammettere che lui e il suo team stanno facendo un ottimo lavoro. Anche il concept è molto all’avanguardia e ovviamente potrete degustare alcuni dei nostri vini lì.

L’ultimo posto penso sia la biblioteca dentro Parco Sempione, forse perché mi ricorda quando ero un giovane studente, forse perché quando trovi una zona verde a Milano ti riempie il cuore.

Se dovessi scegliere il tuo posto preferito per le seguenti occasioni:

Brunch? Per il brunch andrei da California Bakery. Prende il sopravvento l’americano che è in me.

Pranzo? Per pranzo andrei a mangiare una pizza e un’ orecchia d’elefante da Rita e Antonio. Un posto non troppo d’atmosfera per via delle luci al neon, ma dove si può mangiare una delle migliori pizze napoletane e costolette alla milanese a Milano.

Aperitivo? E Il tuo cocktail preferito? Per l’aperitivo andrei da Paolino. È all’aperto e i cocktail sono da urlo. Se volete iniziare una serata con il piede giusto prendete un mojito alla liquirizia in formato piscina. Poi però non guidate.

Cena? A cena andrei al ristorante argentino El Porteño. Mi piace l’ambiente e ovviamente la cucina. Inoltre ci vado volentieri per due motivi. Il primo come detto prima è la mia affezione per un paese come l’Argentina. Il secondo è perché Luca Amendola ne ha curato gli interni, come nel nostro locale newyorkese. Quindi mi sento un po’ a casa.

Serata? Devo dire la verità, non mi piace fare tardi. Una serata al Patuscino pero mi dà sempre una buona dose di allegria.

Relax? Vado in palestra e mi godo le salette relax bevendo del tè verde.

Week-end in città. Ci racconti una tua giornata tipo?

Dipende dalla stagione. Mi piace svegliarmi presto, magari una corsetta a stomaco vuoto o una grande colazione con amici, mi piace alternare. Per pranzo un boccone e via, magari un panzerotto da Luini o un paninetto al De Santis se è da parecchio tempo che manco. Pomeriggio giretto a piedi, dal Duomo alle Colonne mentre mi fermo in qualche libreria visto che in America mi mancano i libri in italiano. La sera sicuramente cena con amici, a casa o fuori, più siamo meglio è.

Se un tuo amico straniero che non è mai stato a Milano arriva in città, dov’è che assolutamente non può non andare?

Molto turistico, ma merita sempre: la terrazza all’ultimo piano della Rinascente. Un bicchiere di vino guardando le guglie del Duomo non può mancare a una prima visita a Milano.

Una chicca per i nostri lettori: Il tuo angolo nascosto preferito? Puoi svelarcene uno?

Il Nottingham Forrest. Se non ne avete sentito parlare, controllate di che si tratta e mi raccomando non parlatene troppo in giro. Ve ne innamorerete.

Tra pochi mesi ci sarà l’Expo e i riflettori internazionali saranno puntati su Milano, che idea ti sei fatto di questo evento? Sembra l’occasione perfetta per far conoscere ulteriormente Marchiopolo. A che tipo di iniziative hai pensato? Come pensi di partecipare?

Purtroppo le voci che mi sono giunte non sono delle migliori. Spero però sia un evento che dia una bella risonanza e molta visibilità alla città di Milano. È la sua occasione e non può sbagliarla. Con Marchiopolo abbiamo già pianificato diverse cose divertenti, per ora però preferisco non svelare ancora nulla. Stay tuned!

Grazie ancora e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti! Complimenti vivissimi dalla redazione Flawless Milano.

Visita il sito web Marchiopolo per maggiori informazioni: www.marchiopolo.it