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Classifiche

Le Migliori Serie TV per affrontare il Coronavirus e sentirsi meno soli

Le serie tv più “contagiose” di cui non potrete più fare a meno

Pianeta terra, anno 2020, Milano.
L’antico vaso di Pandora andava portato in salvo. O meglio, non andava scoperchiato. Ma come la Camera dei Segreti – ahimé – il leggendario contenitore di tutti i mali del mondo è stato aperto. E una nuova minaccia internazionale si è tragicamente abbattuta sulle sorti dell’umanità.

Tra scene di apocalisse, allarmismo, e pseudo-distruzione, quello del Coronavirus è il fin troppo angosciante scenario a cui molti di noi sono ora sottoposti. Supermercati razziati, università e scuole chiuse, strade deserte e desolazione sono scene raccapriccianti a cui chiunque, volente o nolente, sta tuttora assistendo. Risulta difficile non immaginare di essere sul set di Io sono leggenda assieme a Will Smith, ma se proprio volete saperlo, così non è. Ed è esattamente su questo presupposto che ne approfittiamo per confortarvi. Che sia una situazione da non prendere sottogamba, questo è poco ma sicuro. Ciò non toglie che sia inutile perdere il lume della ragione e farsi angosciare da un problema che con le dovute precauzioni e un po’ di sana prevenzione si risolverà. È necessaria solo un po’ di pazienza, il rispetto delle regole, e una bella classifica con le migliori serie tv e film con cui passare il tempo a casa propria in questo momento di incertezza.

Armatevi di una bella coperta di pile, una tazza fumante di cioccolata calda e accomodatevi sul vostro bel letto o divano che sia. Perché l’essere umano è stato creato per vivere in comunità, per condividere gioie e dolori, sogni e speranze con gli altri esseri del pianeta, per sentirsi meno solo di fronte a uno sconfinato universo, spesso tosto ed estenuante. Ma dal momento in cui per ora è meglio rimanere tutti in stand-by, non vogliamo farvi rinunciare alla compagnia di cui ognuno di noi ha bisogno, ed è per questo che vi forniamo la vicinanza – decisamente empatica – dei personaggi delle serie tv e film da noi selezionati, che maggiormente vi aiuteranno ad affrontare questa situazione per sentirvi meno soli.

SANTA CLARITA DIET

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Impossibile non iniziare questa guida alla prevenzione da stress da virus con la serie tv che ha fatto di questa situazione drammatica un vero e proprio successo. Santa Clarita Diet è quello che fa per voi, è il rimedio a ogni vostro problema e vi promettiamo che l’unico contagio a cui assisterete sarà quello da risata ossessivo-compulsiva. La horror comedy più famosa e grottesca di Netflix narra le vicende di Sheila (impersonata da una spettacolare Drew Barrymore) e di suo marito Joy, coppia che conduce una vita noiosamente perfetta nella cittadina di Santa Clarita, in California. Nulla sembrerebbe turbare la quiete della serena esistenza dei nostri due coniugi americani, fino a quando un giorno, inaspettatamente, una cena cambierà le sorti dell’intera famiglia, vicinato e quartiere. Dopo aver mangiato delle strane alghe in un ristorante cinese, Sheila comincia ad avere degli strani “effetti collaterali”, per non dire di più,  fino a scoprire di essere morta, o meglio non-morta. Tranquilli amici, niente panico. Va bene identificarsi empaticamente con le vicende dei nostri beniamini, ma nel nostro caso il virus non si contrae mangiando, pertanto siete al sicuro, anzi siete più che al sicuro e se volete farlo nel migliore dei modi, dovreste decisamente consultare anche l’altra nostra classifica in merito. Di certo non vi capiterà quello che è successo a Drew Barrymore: un’inaspettata conversione al cannibalismo. Tra scene di autentico ed esilarante humor e altre più scioccanti e grottesche, ci accorgeremo di quanto in realtà, dietro la assurdità, a volte demenziale, di questa serie tv si celi una verità, a dirla tutta, universale: riscoprire il valore, la potenza e la bellezza della vita solo quando la si perde. Disponibile su Netflix.

THE RAIN

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Altra serie tv targata Netflix, altro successo. In una distopica Danimarca, sconvolgimento e distruzione non sono questa volta causati da un’alga cinese radioattiva. Responsabile di tanto dissidio è invece una pioggia torrenziale e cataclismica che da 6 anni si riversa sulla popolazione scandinava, causandone a poco a poco il completo sterminio. Sopravvissuti al virus mortale portato dalla pioggia, Simone e Rasmus hanno vissuto per 6 lunghi anni chiusi nel bunker del padre, uno scienziato della Apollon. Dovendo uscire da esso per cercare dei resti di civiltà, i due fratelli, protagonisti della serie, si imbatteranno in un gruppo di altri giovani sopravvissuti, e insieme intraprenderanno quello che sarà un viaggio estenuante per le terre di una Danimarca sconvolta e rasa al suolo. Il mondo non è più quello di prima. Ormai liberi dalle regole della società, al gruppo di superstiti non rimane nulla se non qualcosa che si rivelerà inestimabile: la libertà di essere ciò che vogliono essere. Nella lotta per la sopravvivenza in un mondo post-apocalittico, i personaggi si innamoreranno, staranno assieme, litigheranno e molto altro ancora. Ma soprattutto scopriranno e faranno tesoro di una morale imperitura: anche in un mondo distrutto, ciò che rimarrà sempre eterno è il valore e la potenza dei sentimenti umani. Anch’esso disponibile su Netflix.

SURVIVORS

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Serie tv britannica prodotta dalla BBC, ispirata all’omonima fiction inglese degli anni settanta, Survivors è un degno remake della serie cult realizzata nel 1975 dal celeberrimo Terry Nation, che per chi non lo sapesse, è anche il creatore di Doctor Who. Ripresa nel 2007 da Adrian Hodges della BBC, Survivors affronta le vicende di un gruppo di superstiti alle prese con un’epidemia che ha devastato e ucciso il 99,9% della popolazione mondiale. Molti dei ruoli sono stati rispettati come da vecchio ordinamento, ma c’è qualche novità ed elemento di modernizzazione: al di là degli effetti speciali, nel remake viene sottolineato maggiormente il tema della tecnologia, il cui sviluppo in questo caso è visto come un male. Per i superstiti la sopravvivenza infatti,  è legata direttamente alla loro capacità di recuperare tecniche, valori e conoscenze del passato, che non sono ormai più reperibili, o meglio percepibili, nella società del presente. È necessario pertanto un ritorno al passato, che permetta ai protagonisti (e a noi spettatori) di comprendere anche in questo caso, che non sempre la modernità è un bene. Al contrario, ciò che ci salva veramente non sarà la potenza di un macchinario, ma sarà quella dei sentimenti e dei valori umani, come l’amicizia e la solidarietà.

THE WALKING DEAD

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Un mondo apocalittico, un virus letale, un contagio di massa. Il mondo non è più quello di una volta, e il vice sceriffo Rick Grimes – protagonista di questa serie tv iconica – lo sa bene. Al suo risveglio dal coma dopo una sparatoria, si ritroverà a far fronte a un tragico scenario in cui misteriosamente, le persone hanno iniziato a morire solo per poi tornare in vita sotto forma di zombie. Nella lotta contro le spietate creature affamate di carne umana, Rick dovrà ricorrere a tutte le sue forze per scappare dalla città e reclutare i pochi superstiti nascosti nella selva che assieme a lui dovranno cercare di salvarsi. Con una carriera di ben 10 stagioni ancora in corso, The Walking Dead si annovera fra le serie tv più viste e amate in America e nel mondo. Ma quali i segreti di un prodotto seriale che di per sé propone personaggi già noti e inflazionati, sebbene rivisitati in chiave moderna? Gli ingredienti del suo successo planetario sono sicuramente una trama avvincente e i colpi di scena mai banali, ma quello che ha fatto di questa serie tv un vero e proprio fenomeno cult, è inspiegabilmente e paradossalmente la matrice umana che vi sta in sottofondo. L’estrema umanità dei personaggi (per lo meno dei sopravvissuti) si risveglia allo scatenarsi degli eventi tragici: in The Walking Dead, i protagonisti saranno costretti a far fronte a situazioni impervie, ma è proprio dinanzi al dolore che cresceranno insieme, soffriranno insieme e gioiranno insieme, rivelando la loro più autentica e intima natura. Disponibile su Sky Go e NowTV.

THE STRAIN

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Dalla carne marcia al sangue, è ben presto detto. Ed è così che dalle terre desolate di The Walking Dead passiamo a quelle relativamente più popolate di una New York sanguinolenta ai tempi di The Strain, gioiellino ideato e creato da Guillermo del Toro e Chuck Hogan. Un aereo atterra al John F. Kennedy International Airport con luci spente e porte sigillate. A bordo, lo scenario è a dir poco agghiacciante: un’epidemia di morti e solo quattro sopravvissuti. L’epidemiologo Goodweather e la sua squadra sono chiamati a indagare, ma la situazione degenera quando i cadaveri cominciano a sparire dagli obitori. Questi i presupposti di una serie che già dal nome regala grandi promesse: “The Strain” infatti, significa di per sé “La progenie” (che guarda caso è anche uno dei libri che hanno ispirato la serie), ma indica anche un ceppo virale. Inoltre ha pure l’accezione di “alta tensione, sforzo, angoscia”. E questa serie firmata FX è il connubio perfetto di tutti questi elementi: un misterioso male aleggia su New York. Alla squadra di Goodweather, l’arduo compito di proteggere non solo i propri cari, ma tutta la metropoli. L’approccio tendente alla razionalizzazione scientifica è lo stilema di una serie tv che inscenerà un fenomeno fantastico e scientificamente inspiegabile come quello del vampirismo. Dimenticatevi però dello stereotipo demenziale e inflazionato del vampiro di Twilight (con tutto il rispetto per Robert Pattinson), e persino di quello del mito gotico e polveroso di Dracula. The Strain è una perla rara, è un unicuum moderno che vi trasporterà in una New York dai toni infernali e funerei, impregnata di un realismo inverosimile. Disponibile su Sky Go e NowTV.

HELIX

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Facciamo le valige e ci trasferiamo da New York al Canada, paese d’origine di questa serie tv targata Syfy e ideata da Cameron Porsandeh. Poi ci spostiamo nell’Artico. Un team di scienziati alle prese con il focolaio di un virus letale, un viaggio nelle sconfinate terre del Polo Nord, e anche qui tanto sangue, morte e distruzione. Non sembrerebbe nulla di nuovo o di diverso da ciò che abbiamo trattato anche prima con The Walking Dead, ma in verità anche Helix è un unicuum degno di esser trattato come tale. Il capo della spedizione, Alan Farragut, si ritrova col suo team di prevenzione a fronteggiare un virus totalmente nuovo, e fra le altre cose, una minaccia invece più familiare, letteralmente: il fratello Peter. Egli infatti è coinvolto nel contagio, ed è l’unico superstite. Nello strenuo tentativo di esaminare l’uomo, il team dovrà invece cercare di proteggersi: il virus al posto di indebolirlo, lo rafforza a un punto tale da permettergli di fuggire dalla quarantena e di seminare il panico tra le altre persone all’interno della struttura. Una serie ad alto tasso di suspense e coinvolgimento, ambientata in tempi odierni, e che vuole far riflettere sugli effetti drammatici di una scienza (in questo caso fantascienza) trattata in maniera poco consapevole. Helix getta su di essa uno sguardo etico e più severo, senza lasciar alcun alone di speranza o di ottimismo. L’uomo deve comprendere le conseguenze delle sue azioni, da cui molto spesso non si può tornare indietro.

CONTAINMENT

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Tra epidemie di zombie, vampiri o alghe radioattive, non ci risparmiamo nemmeno ora con un altro virus fatale che in questa serie sta colpendo il mondo intero, e in particolare la città di Atlanta. Stiamo parlando di Containment, serie drama firmata The CW e realizzata da Julie Plec, già nota showrunner nel panorama seriale grazie a precedenti successi come The Vampire Diaries e The Originals. A differenza dei lavori sopracitati, però, Containment non presenta elementi sovrannaturali, anzi, si discosta impetuosamente dall’etichetta “teen” che la regista ha spesso portato sugli schermi. Un’improvvisa epidemia prende piede inspiegabilmente in Georgia, ad Atlanta, palcoscenico di atti di guerriglia urbana e stragi. A seguito dell’epidemia devastante, 10 chilometri di città vengono messi in quarantena e 4000 sono le persone rimaste bloccate all’interno della zona delimitata. Lex Carnahan, ufficiale della Polizia e protagonista della serie, cercherà di mantenere la pace tra le strade della metropoli in delirio e aiutare il governo a contenere la diffusione del virus. La serie offre uno sguardo brutale sulla decadenza a cui gli esseri umani sono sottoposti in situazioni di estremo pericolo e ne sottolinea gli aspetti esistenziali: di fronte a una situazione di caos e terrore, l’umanità deve farsi forza l’un l’altro, deve collaborare al posto di farsi la guerra. Disponibile su Infinity.

BETWEEN

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A Pretty Lake, muoiono tutti. Tranne chi ha meno di 22 anni. La popolazione è decimata da una malattia sconosciuta, e per scongiurare il contagio, il governo isola il perimetro cittadino con fili spinati e soldati armati. Ma lascia anche i ragazzi in balia del proprio destino senza cibo, acqua e viveri, interrompendo per altro le linee telefoniche e ogni tipo di collegamento. Questo il palcoscenico su cui si animano le vicende di Between, serie tv canadese che esordisce nel 2015 su Citytv e Netflix, ma che ora come ora ritorna attuale e di degna considerazione. Gli adulti sono stati sterminati e i ragazzi, privi di sicurezze e conforto, dovranno cercare di contenere da soli fenomeni di violenza e sciacallaggio, dati dall’assenza delle figure genitoriali, in una comunità fatta solo e unicamente di teen-ager. Tra amori non corrisposti, figli abbandonati e drammi familiari, quella di Between è una realtà, che seppure fantasy, fa riflettere: nel cercare un rimedio al virus letale ed escogitare un piano di fuga dalla città in quarantena, i ragazzi riusciranno a sopravvivere e convivere fra loro seguendo una linea condivisa, e dimostrando un’inaspettata maturità. È il metaforico trionfo della società dei giovani, che nella loro immacolata innocenza, si dimostreranno più maturi della società degli adulti, assetati di potere, di profitto, e dominati totalmente dal cinismo. Lasciamo a voi scoprire il perchè e non vi sveliamo altro. Lo trovate su Netflix.

Siamo arrivati alla fine, ma prima di far partire i titoli di coda, speriamo di avervi confortato almeno un po’ e soprattutto fatto capire che – almeno per ciò che riguarda la nostra guida seriale – “non tutti i mali vengono per nuocere”, e questa classifica ne è una evidente conferma. Lasciatevi dunque “contagiare” dagli avvincenti episodi di queste serie tv. Ma solo dagli episodi eh! Buona visione a tutti.

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