Ci sono compleanni che si festeggiano a porte chiuse e altri che diventano un affare di quartiere. Milord, il cocktail bar che Cristian Lodi ha aperto tredici anni fa su piazza Bernini, in zona Città Studi, ha scelto la seconda strada: per il suo tredicesimo anno ha riempito il bancone di amici, chiamando a raccolta la parte migliore della miscelazione milanese e facendola girare per una notte intera intorno allo stesso banco. Quattordici bartender, quattordici locali, un cambio ogni cinquanta minuti: un giro, via l’altro, fino a notte fonda.
Tutto si è svolto il 14 luglio attorno a una formula semplice, stampata sul manifesto della serata: «bere bene, porta bene». Milord ci arrivava con tredici anni alle spalle e con la reputazione di punto di riferimento di zona città Studi e di Milano, conquistata a forza di accoglienza spontanea, di sorrisi, di serate passate bene in compagnia e di bevute sempre curate tra classici e sperimentazioni. Per una notte la sua atmosfera da salotto anni Venti, con i poster Campari alle pareti e il biliardo al piano interrato, si è riempita dei nomi che tengono i banconi più interessanti di Milano.

Ad aprire la staffetta, alle 18.30, è stato Lucky Luciano di The Doping Milano, seguito da Martino Premi di San Milano, da Cristian Brochetti del Camparino in Galleria e da Luca Ardito di The Carlton Milano. Con il calare della sera si sono alternati dietro al bancone Alessandro D’Alessio di Rita’s Tiki Room, Abi El Attaoui di Ceresio 7 e Francesca Di Lauro di Bob, portando la serata verso la sua ora più piena.
A cavallo della mezzanotte il testimone è passato ad Anita Pagani di Little Tobago, a Gianluca “Gigi” Tuzzi di Dirty, a Davide Castelli di Lacerba e a Riccardo Speranza di House of Ronin, prima degli ultimi turni affidati ad Alessandro Melis di Pandenus, a César Araujo di Bob The Other Side e a Edris Al Malat di Dry Milano, che ha chiuso il giro all’una e venti. A mezzanotte in punto è entrata in scena anche la cucina, con lo chef Nicholas Lentini dei Dirtyfellas a firmare la parte food della festa.
A fare da filo conduttore, in mezzo ai continui cambi di mano e di stile, è rimasta la cifra della casa: quel Milord Negroni e i suoi twist che negli anni hanno reso riconoscibile il banco di piazza Bernini, misura tra classico e sperimentazione. Attorno, i partner che hanno accompagnato la serata: Campari, Orsini Soda, Highland Park, Gin District, Limonce, Noam, Icelike e Vulcanica Ingham.
Tredici anni, quattordici mani diverse dello stesso mestiere che si sono passate lo stesso banco: un giro, via l’altro, fino a chiudere le serrande con l’alba ormai vicina. Perché a Milord, da sempre, bere bene è anche un modo di stare insieme.


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