Da Oysteroom lo skyline milanese cede il passo a un immaginario atlantico, pur rimanendo saldamente ancorato a uno degli incroci più iconici della Milano da vivere: siamo in Corso Garibaldi 105, esattamente accanto allo storico Radetzky Cafè, con cui il locale dialoga in una sinergia fluida e naturale.
Il format nasce infatti come estensione diretta e scommessa strategica della stessa proprietà del leggendario Radetzky, punto di riferimento della Milano da bere sin dal 1988. Sviluppato in collaborazione con la società di consulenza food & beverage Wonderbite, il progetto ha voluto affiancare alla storica caffetteria un “fratello minore” adiacente, capace di intercettare le tendenze internazionali più contemporanee. Il risultato è una sinergia perfetta, dove la solida esperienza nell’ospitalità della storica insegna milanese incontra la freschezza di un micro-bar di design interamente dedicato al culto dei crudi.

Oysteroom si inserisce come un capitolo nuovo e inedito, portando sotto il cielo meneghino un format spiccatamente internazionale, già cult a Parigi, Londra e New York: un banco su strada dove concedersi il lusso di una sosta a degustare freschissime ostriche.
Il locale si muove con l’eleganza disinvolta di un bar à huîtres contemporaneo, capace di far convivere più momenti della giornata. Se la sera il dehors naturale su Corso Garibaldi si accende per il rito dell’aperitivo e del dopocena, la recente apertura della linea pranzo ha trasformato la sala in un rifugio perfetto anche per una pausa di lavoro defilata.

La proposta gastronomica è una celebrazione assoluta della materia prima ittica, curata con una precisione che lascia parlare il mare. Nella scenografica vetrina refrigerata sfilano le regine d’Europa: dalle leggendarie Gillardeau e Perle Blanche alle ricercate Amélie XO e Calvadosienne. Un invito al crudo che non si ferma qui, ma si allarga a una selezione sofisticata di tartare, carpacci e caviale, oltre a creazioni contemporanee capaci di stupire per equilibrio, come il carpaccio di scampi con hummus di carote e fiori di borragine o il carpaccio di tonno con salsa di vitello e limone fermentato. Per chi cerca un’alternativa cucinata, la dispensa propone anche sfiziose varianti di ostriche fritte o gratinate, e il classico astice alla catalana.

Al bancone e tra i tavoli, la carta dei vini e degli champagne è costruita per assecondare la mineralità dei crudi, con etichette fredde e millesimi selezionati che completano l’esperienza.
L’ambiente, curato nei dettagli visivi e di design, restituisce un’atmosfera chic ma profondamente rilassata. Oysteroom non stravolge l’eredità del luogo che lo ospita, ma ne arricchisce la prospettiva, dimostrando come anche un angolo storico di Milano possa cambiare pelle e ricominciare a raccontare una nuova storia di gusto. Un indirizzo essenziale per chiunque cerchi una sosta un po’ diversa, un piano sopra il consueto.


Kiwon Milano
I Migliori Ristoranti della Costa Smeralda

