Sali nasce da due percorsi che si incrociano. Alessandro Mario Cesario, da anni immerso nei mondi del design e della nightlife milanese (The Yard, Doping Club), incontra Christian Brigliadoro, il cui background costruito nel fashion management con Subdued lo ha plasmato con rigore estetico e visione internazionale. Insieme – attraverso il gruppo Sequoia che già con Casa Tobago ha riscritto parte dei codici dell’hospitality milanese – traducono la loro competenza in un nuovo format: cocktail bar & ristorante con spirito Izakaya. Condivisione, ritmo, gusto. Dalla robata alla lama, i piatti nascono per stare al centro del tavolo – sapori netti, fumo, contrasti.

Sali si trova settimo piano del Radisson Collection Hotel Santa Sofia Milan, con ingresso indipendente da Corso Italia.
L’offerta gastronomica è firmata da Chiara di Salvo, giovane talento formatosi nella cucina di Gordon Ramsay, affiancata da Ulisse Sangalli. Il loro approccio reinterpreta la tradizione giapponese in chiave contemporanea: non è rievocazione, ma dialogo tra due mondi. Il menu propone dei piatti a la carte e percorsi degustazione Omakase – che letteralmente vuol dire “mi affido a te“. Un percorso al banco, che valorizza le migliori materie prime di stagione attraverso una sequenza di piatti inediti, per un’esperienza completa, equilibrata e sorprendente. Possibilità di scegliere tra proposte di carne, di pesce o vegetariane.

Dalla primavera all’inizio dell’autunno, la terrazza esterna si apre sui tetti di Milano. Uno spazio luminoso, sospeso sopra la città, dove si può iniziare con un aperitivo al tramonto, quando il cielo si accende sopra i palazzi, e poi fermarsi a cena, sotto l’aria tiepida della sera.
È il posto giusto per guardare Milano dall’alto, con un drink in mano e i piatti che arrivano al centro del tavolo.
Il bancone è punto di osservazione privilegiato della cucina e della mixology.

La drink list racconta una geografia: i nomi richiamano festival giapponesi—Gion, Tenjin, Nebuta, Sumidagawa—e ogni cocktail è costruito intorno a un profilo sensoriale preciso. Tequila Blanco Casamigos che incontra sake yuzu e latte condensato nel Gion Matsuri; Bourbon Whiskey Woodford che dialoga con umeshu e vetiver nel Tenjin Matsuri; Tanqueray Ten Gin con timolo di limone, liquore Italicus e aloe nel Nebuta Matsuri. Accanto, il Sumidagawa fonde Rum Diplomático con pesca bianca, sesame e Champagne Lanson, mentre il Kishiwada Danjiri—il più immediato—è Bourbon Bulleit, miso e shiso verde. C’è spazio anche per il Mezcal nel Kanda Matsuri, per lo Hibiki Harmony giapponese nel Summer Fest, e per proposte più leggere come lo Yosakoi su base rum, matcha e yuzu, disponibile anche in versione analcolica. L’approssimazione non è contemplata: ogni ingrediente—dalle spezie al ginger, dal bergamotto al pepe—ha un peso, una ragione di stare lì.
Tutto a Sali parla di dettagli. Lo spazio mescola velluto e denim, pezzi unici e dettagli raccolti nel mondo. È ricercato, ma vivo. Un cocktail bar & ristorante con spirito Izakaya davvero unico in città.


Kiwon Milano
I Migliori Ristoranti della Costa Smeralda


