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Classifiche

Le Migliori Trattorie di Roma

I place to be tra i quartieri della Capitale dove gustare l’autentica cucina romana

C’è l’amico a cui piacciono le trattorie di una volta, la fidanzata audace che preferisce quelle più moderne, il parente affezionato all’osteria sotto casa e il conoscente che si professa esperto del settore, pronto a dire sempre la sua. Quando si parla di cucina romana nella Capitale si aprono dibattiti capaci di consumare intere serate con il fuoco di accese chiacchierate e pareri contrastanti.

In una città così vasta e così affollata da insegne del gusto, quali sono i posti che più rendono giustizia alla tradizione locale, dove trovare primi piatti cremosi e secondi a regola d’arte? Chi celebra davvero la semplicità gastronomica, trasformandola in pura ricchezza? Tra indirizzi noti e nuove aperture, Flawless ha selezionato le migliori trattorie di Roma, per pranzi e cene a colpo sicuro.

SORA LELLA

Via di Ponte Quattro capi, 16

Le Migliori Trattorie di Roma

CHIAMANAVIGATORE

Cibo e cinema. Quella di Sora Lella è una storia legata al nome di Elena Fabrizi, cuoca e attrice d’altri tempi che 80 anni fa trasformò la sua passione per la cucina in una macchina da guerra di trippa e sapori regionali. Ai tavoli della trattoria più famosa dell’Isola Tiberina si sono seduti registi e star del grande schermo. La sora Lella adesso non c’è più: ha passato il testimone alla nuova generazione della famiglia. La cucina è stata leggermente rivisitata, ma gli gnocchi di patate all’amatriciana, la coda di manzo alla vaccinara e il pollo alla romana con i peperoni ci sono sempre (assieme ai famosi) e fanno ancora impazzire Roma.

FELICE A TESTACCIO

Via Mastro Giorgio, 29

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CHIAMANAVIGATORE

Garanzia del quartiere Testaccio che pullula di trattorie tipiche – oltre che di anfore e cocci-. Felice a Testaccio, che porta l’antica firma di Felice Trivelloni, è ormai parte delle eccellenze dell’italian food nella capitale. Un passato legato alla veracità del proprietario e del rione e un presente fatto da una cucina dallo stile moderno – seppur rispettosa dei dettami della tradizione. Il design degli interni è riconoscibile: strizza l’occhio al post industriale. I piatti sono un tripudio di colori, gli ingredienti utilizzati freschi; particolare cura è riservata all’impiattamento: semplice, senza troppi fronzoli, ma mai banale.

LO SCOPETTARO

Lungotevere Testaccio, 7

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CHIAMANAVIGATORE

Leggende narrano che al posto di questo locale, in precedenza, vi fosse un laboratorio di scope di saggina dal quale si riforniva perfino lo Stato Pontificio. Da qui il nome, Lo Scopettaro: una delle trattorie più storiche e famose della città, attiva da oltre 80 anni al civico 7 nel rione Testaccio che celebra la semplicità in tutto e per tutto. Nel locale si respira un’atmosfera accogliente, dal sapore di casa; il menù è ricco di proposte: se siete a caccia di una carbonara coi controfiocchi, adesso sapete dove trovarla.

TRATTORIA LILLI

Via Tor di Nona, 23

CHIAMANAVIGATORE

Era il ’69 e nel pieno del post boom economico Loredanadetta Lilli e suo marito aprivano il loro ristorante a quattro passi da Piazza Navona, proponendo alla clientela i piatti che amavano preparare a casa. Rigatoni alla gricia, penne all’arrabbiata, bucatini all’amatriciana, cacio e pepe, spaghetti alla carbonara: Trattoria Lilli è un regno di sapori dove il passato è preservato e utilizzato per condire piatti abbondanti di pasta mantecata alla perfezione. Scordatevi decorazioni e orpelli: ciò che conta, in questo locale, è la sostanza.

DA GINO AL PARLAMENTO

Vicolo Rosini, 4

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CHIAMANAVIGATORE

Il Vicolo Rosini strappa un sorriso: rispetto all’aura imponente di Roma e a sue certe strade lunghissime sembra un puntino in mezzo ai giganti. Nascosto lì, “davanti al Parlamento” – come sottolineerebbe qualche romano – c’è la trattoria di Cavalier Gino: punto di riferimento per la zona e indirizzo in cui è facile “inciampare” in qualche politico. Il locale è accogliente, caratterizzato da affreschi e chiazze di verde che incorniciano pranzi e cene di tutti. Qui, un piatto di pasta (rigorosamente fatta in casa) e una brocca di vino rosso è la combinazione migliore su cui puntare.

FLAVIO AL VELAVEVODETTO, A TESTACCIO

Via Monte di Testaccio, 87

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Flavio De Maio: appuntatevi il nome e tenete bene a mente che la sua carbonara ha vinto la sfida del Carbonara Day che ha coinvolto buona parte dei protagonisti della cucina capitolina. Quindi, se andate per la prima volta Al Velavevodetto di Testaccio – che vanta un gemello eterozigote un po’ più pettinato ai Quiriti – sappiate che vi conviene dare la priorità al grande piatto dello Chef. Aggiungete, poi, un carciofo alla Giudia come antipasto e un tiramisù al bicchiere per dolce e la triade di Gusto è completa.

DA ENZO AL 29

Via dei Vascellari, 29

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Mangiare una cacio e pepe ben fatta calorica al punto giusto o un abbacchio saporitissimo, a una manciata di metri dalla riva del Trastevere. Da Enzo al 29, la cui insegna spunta tra alcune delle chiese e degli edifici di vecchia data della città, l’amore per i prodotti e per i produttori (tutti “vicini geograficamente”, ci tengono sempre a specificare) è l’ingrediente chiave della cucina. Si tratta di uno di quei posti capaci di rappresentare alla perfezione il tempo che fu e dove ogni piatto è da bis.

TRATTORIA DA DANILO

Via Petrarca, 13

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CHIAMANAVIGATORE

Facendo quattro passi nell’Esquilino, uno dei rioni centrali di Roma, nonché quartiere etnico per eccellenza, c’è Da Danilo: una trattoria curata nei minimi dettagli dove luci soffuse e tavoli ben distanziati ricreano un luogo intimo e riservato. Il menù va dritto al sodo: qualche antipasto, pochi ma buoni primi e secondi piatti, seguiti dai grandi classici del locale tra cui primeggiano lo spezzato di agnello alla cacciatora e il baccalà alla romana. Tra le specialità meritano una menzione gli strozzapreti al lardo con pecorino di fossa: una bella rivisitazione della amatriciana.

SANTOPALATO

Piazza Tarquinia, 4/A/B

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CHIAMANAVIGATORE

Aperto solo da qualche anno, SantoPalato dell’abruzzese Sarah Cicolini, “cuciniera giudaico-romanesca”, ha già conquistato il cuore dei più curiosi sperimentatori. La trattoria ha uno stile semplice. All’interno si nota qualche dettaglio dal gusto giovanile, carattere che si riflette anche in cucina. Le tradizioni locali, infatti, vengono portate in tavola nella forma di piatti dallo stile moderno, senza essere sottoposte a fastidiose snaturalizzazioni. Insomma, la mano della Chef si vede e si sente, ma non è affatto pesante: garantisce un’esperienza gastronomica un po’ diversa, ma pur sempre dalla qualità stuzzicante.

OSTERIA DA FORTUNATA

Via del Pellegrino, 11/12

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CHIAMANAVIGATORE

Piccolo locale a conduzione familiare vicino Campo de’ Fiori. Lo si nota subito perché a ridosso della porta d’ingresso c’è la solita fila di chi aspetta di sedersi. Il profumo della cucina, intanto, riempie le vicinanze. All’Osteria da Fortunata si assiste a una sfilata di piatti fumanti che, solo alla vista, fanno venire l’acquolina in bocca. Qui, tutto è rigorosamentehomemade: la pasta fresca, in particolare, viene tirata a mano davanti allo stupore della clientela. Fettuccine, tagliolini, strozzapreti, gnocchi, ravioli hanno la giusta consistenza e assorbono sughi e condimenti. Il nostro consiglio non può che essere quello di provare uno dei loro primi.