Giugno a Milano è il mese in cui la città si sposta fuori: dai cortili ai dehors, dai rooftop ai banconi affacciati sulla strada, ogni locale ridisegna la propria geografia per inseguire la luce lunga del tramonto. Le drink list seguono il movimento, asciugano gli ingredienti, alzano le bollicine, smussano i toni pesanti dell’inverno. È il momento in cui un cocktail bar mostra davvero la propria cifra: nella scelta dello spazio aperto, nel ritmo della serata, nel modo in cui accoglie chi arriva dopo cena e chi resta fino a tardi. Ecco otto indirizzi che a giugno meritano una sosta, dal rooftop più scenografico al bancone più storico, passando per le nuove aperture che stanno ridisegnando i quartieri della città.
CERESIO 7
Ceresio, 7

Affacciato sul Cimitero Monumentale all’ultimo piano del palazzo storico ex-Enel che ospita la sede di Dsquared² Ceresio 7 è il rooftop che ha riscritto le coordinate del bere milanese in quota. Lo spazio si organizza intorno a due piscine gemelle e a un bancone americano che guarda lo skyline di Porta Nuova: a giugno la terrazza si apre nella sua versione più estesa, con il servizio pool side che inaugura la stagione delle bevute lunghe. La drink list ruota su classici eseguiti con misura e su signature stratificate, in cui amari italiani e distillati scuri dialogano con le note agrumate della stagione. È il posto giusto per il tramonto, quando la luce taglia la piscina e il rito dell’aperitivo si allunga fino a notte fonda.
OFFICINA MILANO
Via Giovenale, 7

Dietro un cancello di via Giovenale, a Porta Ticinese, Officina Milano vive dentro una corte interna che a giugno diventa una delle sue stanze più belle. Il locale, segnalato nella lista 50 Best Discovery, ha una cifra precisa: ricerca sulla materia prima, lavoro sulla stagionalità, menu che cambia con il calendario. L’arredo richiama gli anni Cinquanta, con oggetti dal vissuto riconoscibile, e il laboratorio sul retro accoglie attrezzature di mixology contemporanea. La proposta estiva alleggerisce i toni, gioca con erbe aromatiche, agrumi e infusioni a freddo: una drink list che si lascia leggere senza forzature e che premia chi ha voglia di tornare al bancone più di una volta.
YAPA
Viale Monte Nero, 34

Da Yapa, in viale Monte Nero, lo chef toscano Matteo Pancetti mette in dialogo Asia e Sud America con una scrittura precisa e mai didascalica. La sala è raccolta e morbida, il bancone è parte integrante del racconto: a giugno la drink list scivola verso ingredienti più freschi, con frutti tropicali, erbe aromatiche, distillati di canna e mezcal che incontrano agrumi italiani. È l’indirizzo in cui fermarsi prima di un tavolo, o restare al bancone per tutta la serata: il mood è quello di una cucina nomade che si lascia accompagnare da bicchieri costruiti con la stessa logica di contaminazione misurata.
DRY MILANO
Via Solferino, 33
C’è chi a Milano associa la pizza alla birra e chi, dal 2013, ha imparato ad abbinarla a un cocktail: il merito è di Dry Milano, che nel locale di via Solferino, ha codificato un format poi replicato ovunque. La firma è rimasta riconoscibile: bancone lungo, illuminazione morbida, una drink list che lavora sui classici riletti con tecnica precisa e un servizio rodato che tiene il ritmo della serata. A giugno il locale spinge sui drink più scorrevoli, con bollicine, aperitivi italiani e long drink agrumati, pensati per accompagnare le pizze in carta senza appesantire. Resta uno degli indirizzi più solidi della città quando si cerca un cocktail bar che sa cosa vuol dire restare nel tempo.
EPPOL PIE
Via Lecco, 4

Partiamo dal nome: Eppol Pie. Nel bistrot e cocktail bar di via Lecco, dalle parti di Porta Venezia, la pasticceria è firma di casa e si ritrova anche nei bicchieri. L’aria è parigina e riconoscibile, fatta di carte da parati floreali, arredi vintage e un dehors affacciato sulla via. La proposta vive in continuità tutto il giorno: colazione, pranzo, aperitivo, cena, fino al tardo serale. A giugno la veranda esterna diventa il punto baricentrico, con una drink list che sposa il mood del locale, tra spritz rivisitati, highball agrumati e signature che giocano con la pasticceria di stagione. È il posto giusto per un aperitivo che si trasforma in cena senza accorgersene.
BAR BASSO
Via Plinio, 39

Eccolo, puntuale come l’estate: Bar Basso, in via Plinio, è la casa del Negroni Sbagliato. Qui, nel 1972, Mirko Stocchetto versò per errore dello spumante brut al posto del gin in un Negroni: da allora lo sbagliato è entrato nel canone della miscelazione internazionale. Il locale, nella sede di via Plinio 39 dal 1947, conserva l’arredo storico, i bicchieri sovradimensionati e un servizio che non concede sconti al tempo. A giugno il marciapiede di via Plinio diventa parte della sala, con tavolini all’aperto che restituiscono l’immagine cartolina di un certo bere milanese. È il bancone che ogni cocktail enthusiast incontra almeno una volta: e a cui di solito, poi, torna.
Feat
Via Bonaventura Zumbini, 39

Fresco di inaugurazione, Feat è il primo cocktail bar arrivato in Barona, ideato da Luca Cutrufelli all’interno del complesso Forrest in Town, tra Romolo e Famagosta. Lo spazio, firmato Studio Ganko, si organizza su due livelli: il bar al piano terra, il club nel piano inferiore dedicato a musica e eventi. Il bancone gioca con architetture pulite e materiali a vista, e la drink list propone signature che attraversano riferimenti distanti: cocktail con influenze asiatiche, miscele decise costruite intorno a fava tonka, salvia e tequila. A giugno Feat è l’indirizzo giusto per chi vuole vedere come si muove un quartiere che fino a ieri il bere milanese non lo guardava, e che adesso ha la sua insegna di riferimento.
LACERBA
Via Orti, 4
Da Lacerba, in via Orti, il Futurismo è cornice e metodo: il nome viene dalla rivista d’avanguardia di Papini e Soffici che tra 1913 e 1915 raccontò il movimento futurista, e il locale di Porta Romana ne ha fatto la propria identità. La sala mescola riferimenti grafici, tipografie d’epoca e una palette materica riconoscibile, e il cocktail bar lavora con un taglio narrativo: ogni drink ha un suo aggancio culturale, una citazione, un gesto. A giugno la proposta segue il ritmo della stagione, con bollicine, aperitivi italiani e signature più asciutte; resta uno degli indirizzi più riconoscibili della città per chi cerca un bere ragionato e una cornice che non si limita a fare da sfondo.


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