Immaginate: il sussulto ritmato delle onde che approdano sulla spiaggia, l’odore della salsedine sulle palafitte cullate dal mare e i canti dei pescatori vietnamiti che si mescolano nell’aria mentre addentate un croccante involtino di riso e verdure saltate. O ancora, la sensazione delle ossa scaldate dal sole, il suono di una chitarra e lo scirocco che ulula scivolando tra le case bianche e blu di un paesino su un’isola greca, il tutto condito dalla cremosa tzatziki in cui state intingendo patatine fritte e falafel. Certo sarebbe un sogno se ci si potesse teletrasportare in un paese diverso ogni giorno, provare le pietanze più strane, più saporite e regalare alle nostre papille gustative un attimo di estasi per un sapore mai provato prima, almeno una volta ogni tanto.
“Se Maometto non va alla montagna, la montagna viene da Maometto” …Ah non diceva così? Poco male, perché la montagna da noi di Flawless ci viene eccome. A Milano non serve prendere un aereo diretto dall’altra parte del globo se volete gustare un autentico asado colombiano o un cono di friabilissimi somsa uzbeki, perché nella città più cosmopolita d’Italia, la cucina del mondo lascia a intendere la sua non indifferente presenza riempiendone le strade con gli aromi più esotici e invitanti. Cosa aspettate? Armatevi di curiosità e scoprite le 10 cucine del mondo da provare a Milano per un’esperienza etnica a tutto gusto.
Mitù
Via Antonio Pollaiuolo, 3
Mitù prende il nome dalla città che fa da porta alla Foresta Amazzonica, un appellativo perfetto per il primo ristorante a Milano che eleva la cucina colombiana a esperienza di fine dining. La location, caratterizzata da mattoni a vista e un design lussureggiante che richiama la natura tropicale, fa da cornice alla visione dello chef Alvaro Clavijo. Qui lo spirito della Colombia non è solo evocato, ma celebrato attraverso ingredienti autentici e tecniche contemporanee. I piatti sono esplosioni di colori sgargianti e sapori profondi che trasportano l’immaginazione tra le vette delle Ande e il cuore dell’Amazzonia. Mitù non è solo un pasto, ma un viaggio sensoriale arricchito da un esclusivo emporio di artigianato locale. Un’esperienza da provare e riprovare per scoprire il lato gourmet della Colombia.
SALMON GURU MILANO
Via Ezio Biondi, 4

Per una tappa fuori rotta nel panorama milanese, Salmon Guru Milano porta a tavola una cucina che viaggia quanto i suoi cocktail: tapas curate, contaminazioni internazionali e piatti pensati per la condivisione affiancano una miscelazione d’autore in un contesto scenografico e dinamico. Tra format come Spaghetti Wednesday, dedicato all’Italia, e Guru’s Kitchen con guest chef sempre diversi, la cena diventa un’esperienza fluida, che cambia ritmo e geografia a ogni visita, mantenendo alta l’attenzione su qualità, ricerca e intrattenimento.
Mezè
Via Pasquale Sottocorno, 19

Una location minimal, calda ed elegante per Mezè, il ristorante a Milano dove provare l’autentica cucina libanese nell’atmosfera magica di un arabesco di luce proiettato dalle tante lampade che adornano il locale. “Mezè” in arabo significa “antipasti”, è infatti questo il formato scelto dai titolari per far provare ai propri clienti tutta la convivialità della cultura libanese. I menù sono viaggi a occhi chiusi e bocca aperta: dall’aàdas bhamod, una zuppa di lenticchie tipica della zona montuosa del Libano fino al makanek, una salsiccia speziata con melassa di melograno e pinoli che prende ispirazione dalle pietanze che si trovano tra le affollate vie di Beirut, ghiottonerie gourmet da non farsi sfuggire.
Okja
Viale Gorizia, 8

Okja è il piccolo korean street food della Darsena di Milano, una stanzetta rosa dove provare la vera cucina casalinga koreana. Sofficissimi Bao, panini al vapore farciti con maiale, manzo o pollo, egg rolls, le famose frittate arrotolate che la cucina coreana condivide con quella nipponica, e che tutti conosciamo perché viste nella bento box di qualche personaggio dei cartoni animati, e un’infinità di altri piatti tra cui noodles, gnocchi e diversi tipi di zuppe. Una proposta insomma, che se paragonata alle dimensioni del locale, ha dell’incredibile, un po’ come i genitori che ci immaginiamo di vedere alle prese con i fornelli nell’atmosfera intima della cucina di casa.
Uzbek
Via Carlo Farini, 38

Niente di più piacevole che perdersi tra le architetture da mille e una notte di Uzbek, il primo e unico ristorante uzbeko a Milano. Dietro la porta d’ingresso, l’Uzbekistan si fa sentire, ma senza esporsi subito, giocando a un Taboo cromatico che conta sul blu elettrico delle pareti, sul bianco candido della mise en place e sul verde lucido delle piante ornamentali, i tre colori della bandiera nazionale. Il locale è gestito dalla famiglia Khan-Tsoy nel pieno rispetto per le tradizioni della loro terra di origine, con qualche curiosa contaminazione culinaria proveniente dalla Russia, dalla Korea e dalla Georgia per un mix di sapori completamente nuovi per un palato mediterraneo. Non perdete l’occasione di provare i tanti tipi di ravioli fatti in casa o le zuppe, speziate, aromatiche, roventi per temperatura e piccantezza.
Pintxo
Via Losanna, 36

Pintxo è una sorta di spin-off del già conosciuto e apprezzato ristorante Albufera. In zona Cenisio, è un bistrot che porta a Milano i Paesi Baschi: spontaneità e condivisione sono i punti chiave di questa cucina, fatta di amore assoluto per il cibo, materie prime eccellenti, sapori decisi e piatti pensati per lo sharing, che ben si accompagnano a cocktail, a una selezione di vini di origine spagnola e alla birra Alhambra. Lo chef brasiliano Mateus Ávila Lobo Coelho e sua moglie Alice Paglia sintetizzano in questo progetto anni di viaggi, ispirazioni e amore per la tradizione culinaria iberica.
Warsà
Via Melzo, 16

Coloratissimi cestini intrecciati, maschere tribali e una sala che sembra scavata nella roccia viva, Warsà è un originalissimo ristorante di cucina eritrea in zona Porta Venezia. Se volete sapere qual è il sapore del sole che batte nel deserto e sulle steppe punteggiate di laghi salati che formano il paesaggio eritreo, allora siete nel posto giusto per assaggiare zighinì e injera, il piatto unico nazionale a base di salsa piccante, verdure, manzo o pollo e il tipico pane di farina di granturco, una vera e propria esplosione di sapore. Tra le altre specialità proposte dal locale: i samosa, croccanti fagottini fritti, e l’halawa, un dolcetto al sesamo da leccarsi i baffi.
Vasiliki Kouzina
Via Clusone, 6

E chi l’avrebbe mai detto che nel centro di una città famosa per le temperature miti splendesse da qualche parte un po’ di sole greco? Ci troviamo poco lontano da Porta Romana, Vasiliki Kouzina è un ristorante etnico di cucina tipica greca rivisitata per un tocco di modernità. Qui, anche il comfort food ellenico per eccellenza si veste a sera e si presenta su eleganti piatti bianco opaco e dalla forma volutamente irregolare, parliamo della moussaka, una via di mezzo tra una lasagna e parmigiana se non siete navigati in materia. All’interno del locale si respira lo slancio internazionalista di un team che ha voluto rendere omaggio alla città ospite, molto presente nei piccoli complementi d’arredo in stile neo-industrial e nel rosso acceso delle pareti, che sembra sfidare in un’amichevole il sole intenso della costa greca.
Cittamani
Piazza Carlo Mirabello, 5

Specchi, scenografiche luci alle pareti e una collezione di vasi che portano l’ospite a spesso con la fantasia tra le fila di bancarelle dei coloratissimi mercati di Nuova Delhi, un connubio perfetto tra il calore dell’india e lo stile italiano. Cittamani è il ristorante dove la cucina indiana dello Chef Ritu Dalmia sa di raffinato, di piccoli assaggi colorati e dai profumi inebrianti. Basta aprire il menù perché la curiosità per le proposte della cucina ci predisponga a un viaggio di sapori indimenticabile: tikka, cubetti di salmone marinato con senape del Bengali, patrani, pesce cotto al vapore avvolto in foglie di banano e per finire masala chai, tè nero indiano aromatizzato alle spezie. Non c’è altro da dire se non “Per quanti prenotiamo?”
Bussarakham
Via Valenza, 13

Una gemma preziosa (questo significa il suo nome) incastonata tra i san pietrini dell’Alzaia, Bussarakham offre il meglio della cucina thailandese a Milano. Gli interni sono da togliere il fiato, tra enormi vetrate in stile industriale, comode sedute dalla trama geometrica ed enormi mandala di luci e ombre in proiezione dai lampadari accesi della sala. Impossibile rimanere indifferenti al fascino del ristorante, e la proposta della cucina non è da meno: dai gusti acidi e amari del nord a quelli più piccanti del sud del paese, gli Chef di Bussarakham hanno portato in Italia non solo i sapori, ma anche la familiarità e la convivialità del pasto etnico thailandese, composto da tanti patti serviti contemporaneamente e condivisi dalla tavolata.


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