Da Confine, pizzeria contemporanea firmata da Francesco Capece e Mario Ventura, che dal 2023 trova casa nel cuore delle Cinque Vie, nulla è scontato. Niente folklore partenopeo, ma nemmeno vezzi modaioli fine a sé stessi: qui la pizza prende una direzione chiara, quella dell’esperienza gastronomica, ma soprattutto è buona. Non si può dire in modo più intellettuale, non serve cercare eufemismi o roboanti metafore. È buona. Punto.

In un locale progettato con rigore estetico e funzionalità sartoriale che gioca su punti forti come l’ampiezza, una cantina da collezione, una cucina a vista che pare un laboratorio di design, i veri protagonisti sono lievitazioni, cotture e ingredienti d’autore. L’impatto è elegante ma accogliente, il servizio è attento ma non impostato, lo spirito è partenopeo (salernitano per la precisione) ma con piglio milanese.

A riconoscerne il valore è appena arrivata anche la classifica 50 Top Pizza 2025, la più autorevole del settore in Italia: Confine ha conquistato il secondo posto ex aequo con Diego Vitagliano.

Ciò che caratterizza il menù di Confine, anche se, a onor di cronaca, non sono stati i primi a portarli in città, sono i vari percorsi degustazione: una sequenza di fette che raccontano impasti e cotture diversi, topping stagionali e inusuali. Il primo assaggio è sempre un antipasto, come l’amatissima Frittatina di pasta cacio e pepe fritta in pastella, guarnita all’uscita con tartare di tonno rosso e mayo al cipollotto.

Non mancano quasi mai le “signature pizze” del format: Semplice non vuol dire facile, margherita a doppia cottura, prima fritta e poi ripassata al forno, Agnelli e Friarielli, un calzone ripieno con friarielli napoletani, provola di Gragnano, spalla e coscia di agnello e tartare di filetto di agnello e Umaminara, una marinara rivisitata con ingredienti come crema d’aglio rosso, pasta e colatura di alici e polvere di capperi.

Ad accompagnare questo viaggio c’è una carta vini sorprendente, con oltre 500 etichette tra Champagne, grandi rossi italiani e francesi, bianchi da terroir e proposte naturali. Ma il vero plus è il pairing su misura: volendo, infatti, ogni portata viene accostata a vini studiati non solo per esaltare la pizza, ma per raccontare storie di territori, vitigni e produttori d’eccellenza. Non riuscite proprio a fare a meno del binomio “comfort” pizza e birretta? Nessun problema: in carta trovate una piccola ma curata selezione di birre artigianali, pensate per chi ama le fermentazioni vive e gli abbinamenti non banali.
Francesco Capece e Mario Ventura sono indubbiamente riusciti nell’impresa di ridisegnare il confine tra pizzeria e ristorante, tra tradizione e visione. Il risultato è un format che convince e conquista, con intelligenza e solidità: Confine è oggi un riferimento, non solo a Milano, per chi considera la pizza una cosa seria, ma desidera anche divertirsi e lasciarsi sorprendere.


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