Nel cuore di Brera, tra le vie che custodiscono la storia e il fascino di Milano, c’è un locale che, da oltre quarant’anni, accoglie i suoi ospiti con lo stesso calore di una casa: La Libera.
Nato nel 1980 come birreria con cucina dall’idea dei buoni amici Italo Menca e Gino Narducci – accomunati dalla passione per la buona cucina, la musica jazz ed il buon bere – il locale si è affermato come un punto di riferimento per ben tre generazioni di milanesi e visitatori. Negli anni ‘80, mentre le birre d’oltreconfine guadagnavano popolarità in Italia, La Libera riscuote talmente tanto successo da diventare uno dei luoghi più frequentati dagli amanti delle etichette belghe e francesi, grazie anche alla collaborazione con Civitelli, pioniere dell’importazione brassicola a Milano.

Col tempo, la cucina prende sempre più spazio, ed il locale si trasforma in un raffinato connubio tra trattoria milanese e music pub. L’anima Dandy e salottiera di Italo si riflette negli interni del locale, con pareti rivestite da un elegante boiserie verde, scaffali colmi di bottiglie e boccali da ogni angolo del mondo e fotografie che raccontano delle avventure di Italo e Gino tra Montecarlo, Londra, New York e Caraibi.

La filosofia del locale si riflette nei piatti, che celebrano le specialità tradizionali lombarde a base di carne e di pesce. Il Risotto al salto, la Cotoletta alla milanese e il Rognoncino di vitello alle mele e calvados sono alcuni dei capisaldi del menù, che però strizza l’occhio anche ad altre specialità italiane, come gli Spaghetti cacio e pepe al profumo di limone, i Pici al pesto di pistacchio e pomodori essiccati, il Polpo affogato con timballo di polenta o, ancora, il Baccalà morro con schiacciata di patate dolci e polvere di capperi.

Ancora oggi La Libera mantiene intatta la sua identità, frequentato da habitué milanesi, turisti e personaggi del mondo dello spettacolo. Aperto solo la sera, conserva l’autenticità di un rifugio per chi cerca buon cibo e compagnia genuina, che certamente non manca da parte di Italo e Gino, che da dietro il bancone continuano ad accogliere gli ospiti con il sorriso, tra due chiacchiere e un boccale di birra.


Sabatini Firenze
Fuor D’Acqua



