Quale indirizzo vi viene in mente quando un amico vi chiede di consigliargli un ristorante dove assaporare l’autentica cucina milanese? Noi ve ne abbiamo consigliati tanti, ma della Trattoria Del Nuovo Macello non ve ne avevamo ancora parlato, un’insegna storica della città di Milano dal 1928, situata in zona Porta Vittoria.

In una città che cambia così velocemente, questo ristorante è rimasto ancorato ai sapori autentici della tradizione, seppur rivisitandoli con qualche tocco contemporaneo. Qui si ritrova il piacere di assaporare piatti che sanno di ricordo, ma preparati con una leggerezza che li rende attuali.

Tutti gli arredi del locale sono di proprietà della famiglia, ereditati dalle case della nonna e della zia, con tavoli in legno massiccio e dettagli anni ‘50, che contribuiscono a rendere l’ambiente caloroso e familiare.
Il menù è un tributo alla cucina milanese, con qualche deviazione di stagione senza mai tradire la tradizione. Ad aprire le danze, tra i numerosi antipasti, la Savoiarda di lingua con rafano, vino rosso e salsa verde, le Lumache trifolate alla milanese con cremoso di catalogna, la Coppa piacentina della selezione La Malintesa, e ancora gli immancabili Mondeghili, serviti con una salsa agrodolce di pomodoro e carote.

Tra i primi non può mancare un grande classico, il Risotto con gli stimmi di zafferano, burro superiore e Lodigiano riserva, ma sono assolutamente degni di nota anche gli Gnocchi di patate con burro, nocciola e timo e serviti con un fondo a base di pollo e Fatulì – un formaggio affumicato della Val Camonica, registrato Presidio Slow Food – e le Tagliatelle all’uovo, con salsa al vino rosso, ribes nero e ragù di manzo e maiale.

Per chi cerca un secondo robusto il Nuovo Macello risponde con proposte come il Musetto fondente di maiale cotto nel Riesling, con ceci, salsa verde e kiwi; la Trippa di manzo con fagioli all’occhio, aneto e parmigiano o il Rognone di vitello con pantrito, aringa e rapanelli. Ma alla Trattoria Del Nuovo Macello sono famosi per la loro Cotoletta di vitello, che segue un iter di selezione ben preciso a partire dalla frollatura, che dura un minimo di 40 giorni. Qui te la servono alta e con una cottura rosata, con osso o senza osso, a seconda delle preferenze.

Chiudono il cerchio in dolcezza il Panettone “Ciacco” con crema al mascarpone e Marsala – a cui non si rinuncia neanche fuori stagione -, il Torroncino ghiacciato di nocciole e rosmarino, con aceto balsamico e spuma al caffè, il Gelato di puro pistacchio con salsa al cioccolato fondente Bagai e pistacchi salati e, infine, la loro versione della Zuppa Inglese.


Sabatini Firenze
Fuor D’Acqua



