Ognuno di noi ha un ristorante del cuore, quel ristorante in cui si va quando si ha voglia di andare sul sicuro e in cui si ha la certezza di uscirne contenti. La maggior parte delle volte sono posti confortevoli, che ti ricordano qualcuno o che ti fanno sentire a casa, quelli in cui si varca la soglia e si viene subito avvolti da un’ondata di calore ed affetto. Trattoria Masuelli San Marco a Milano incarna perfettamente questa descrizione.

La Trattoria della famiglia Masuelli, dal 1921 definita Bottega Storica, nonché l’unico locale dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo in città, propone una cucina che, tra passato e presente, intreccia armoniosamente le tradizioni culinarie milanesi con quelle piemontesi. La location parla da sola: una locanda accogliente, i cui muri ricoperti alla Boiserie e tappezzati di foto, dediche e riconoscimenti raccontano di una Milano d’altri tempi, con sedie Thonet degli anni ‘20 ed una mise en place essenziale su candide tovaglie bianche.

Trattoria Masuelli deve la sua fama a Milano all’invenzione di quello che è diventato un piatto iconico del ristorante, ad oggi disponibile solo se si opta per il percorso degustazione Menù del Buon Ricordo. Stiamo parlando delle Milanesine di vitello con risotto ai pistilli di zafferano, un perfetto connubio fra due grandi classici meneghini: il risotto e la cotoletta. È un piatto che funziona e che non può non piacere, a base di cotolette di vitello – fritte nel burro e proposte in versione mignon – accompagnate dal classico risotto giallo alla milanese, il tutto servito su un piatto dipinto rigorosamente a mano, che viene omaggiato a chi degusta il Menù del Buon Ricordo.

La carta si caratterizza sia di ricette tipiche della tradizione milanese, come la Cervella di vitello fritta servita con maionese alla senape, sia della tradizione piemontese, come il Tonno di coniglio di Cuneo o l’Insalata di puntarelle, acciughe del cantabrico e stracciatella tra gli antipasti.

Anche i primi piatti spaziano dal Risotto alla milanese con pistilli di zafferano agli Agnolotti del plin con il sugo d’arrosto, mentre tra i secondi, oltre alla Costoletta, all’Ossobuco e al Vitello tonnato, non mancano anche i piatti della tradizione più povera e ormai dimenticati, come il Rognone di vitello trifolato servito con cipolle borettane, o la Trippa alla milanese.

Immancabili il Tiramisù e il Bonet delle Langhe, preparato con amaretti, lampone disidratato e caramello, mentre per chi preferisce terminare il pasto con una nota sapida, può optare per la selezione di formaggi piemontesi, da accompagnare a confetture, miele e mostarda.


Sabatini Firenze
Fuor D’Acqua



