Piacere mi chiamo Jean-Michel Basquiat e faccio Analfabet Art! Writer pittore statunitense figlio dell’hip hop e della Street Art, ha raggiunto la notorietà come parte di SAMO© (“Same Old Shit” nato come pseudonimo di Basquiat e Al Diaz e poi diventato identificativo di un gruppo di graffitari dell’East Side di Manhattan nel 1979).

Loin, 1982
Acrylic, colored oil sticks and pastel on canvas, 182,8×121,9 cm
Private collection
© The Estate of Jean-Michel Basquiat by SIAE 2016
La sua è una storia avvincente, segnata dalla maledizione dei 27 anni, che se lo sono portato via come molti altri grandi artisti. Nel 1983 incontra Andy Warhol, il quale lo aiuta a sfondare nel mondo dell’arte. L’elemento che contraddistingue Basquiat è l’utilizzo delle parole nei suoi dipinti, a volte protagoniste a volte cancellate, rappresentative di un’espressione apparentemente infantile capace però di portare alla luce tematiche profonde sull’identità umana e sulle questioni razziali.

Untitled (Bracco di Ferro), 1983
Acrylic and oil stick on canvas with wood supports, 182,8×182,8 cm
Private collection
© The Estate of Jean-Michel Basquiat by SIAE 2016

Untitled, 1981
Acrylic, oil stick and chalk on paper, 149,8×137 cm
Private collection
© The Estate of Jean-Michel Basquiat by SIAE 2016
Vi consiglio, prima di andare a vedere la mostra, di guardare il film biografico che parla della sua incredibile storia – diretto da Julian Schnabel – ripercorrendo le tappe importanti della vita dell’artista: povertà, successo, amore e morte.
Tenetevi pronti quindi, perché la mostra – a cura di Jeffrey Deitch e Gianni Mercurio – arriverà a Milano, al MUDEC – Museo delle Culture, il 28 ottobre… prepararsi prima di andare è semplicemente un must!
Photo credit: © The Estate of Jean-Michel Basquiat by SIAE 2016


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